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mercoledì 29 marzo 2023

Il Classico Alfieri alla scoperta di… Vittorio Alfieri

Gli studenti delle classi Quarte del Classico, le docenti Rossana Levati e Mariarosa Poggio, ma soprattutto la dott.ssa Carla Forno, squisita e gentilissima ospite, tutti per il grande Trageda, per conoscerlo quasi dal vivo, in casa sua, per approfondirne i tratti, per proporlo, da parte della dott.ssa Forno, con competenza e garbo. Avvicinare gli studenti al Vittorio è quasi un obbligo, non solo formativo, ma doveroso, in quanto astigiani, in quanto appassionati del verso, amanti del genere tragico. Visita interessante, ricca di stimoli, un tuffo nel '700 inoltrato, nei libri, nella letteratura, nella cultura. Un sentito ringraziamento alla dott. Forno e un arrivederci!


A cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

domenica 16 maggio 2021

Conferenza con la dott.ssa Alfieri

 

Essere adolescenti oggi… le II del Classico incontrano la dott.ssa Alfieri


L’incontro è iniziato con la dottoressa che si è presentata agli studenti, spiegando loro la sua professione ed anche cos’è il consultorio, il luogo in cui lavora; infatti diversi ragazzi non ne avevano mai sentito parlare prima. Quindi ha dimostrato che esso è un’istituzione gratuita, che aiuta l’individuo sotto diversi aspetti: può infatti fornire un consulto a coppie, adulte o giovani che siano, dal punto di vista del loro rapporto e non, può poi aiutare i ragazzi nell’ambito sessuale, può affiancare i giovani durante l’adolescenza, può fornire aiuto durante la gravidanza di una donna oltre a moltissime altre mansioni.

Successivamente, tra la curiosità generale dei ragazzi, ognuno ha partecipato ad un brain storming anonimo sul tema dell’adolescenza, fulcro della lezione svolta. Dopodiché la dottoressa ha fatto scrivere a ciascun allievo una domanda, anch’essa anonima, alla quale poi lei avrebbe risposto, così da chiarire i dubbi dei ragazzi su questi temi senza suscitare in loro imbarazzo.

La restituzione del brain storming è stata molto interessante: tutti i ragazzi hanno infatti notato che i sentimenti e le idee che associano all’adolescenza sono in fondo uguali per tutti: quella che prima era una classe costituita da diverse personalità, si è rivelata un tutt’uno di idee e pensieri comuni: un unico cervello pensante.

Nella parte conclusiva della lezione, dunque, i ragazzi hanno riflettuto su quanto scritto da ognuno di loro, con l’aiuto della dottoressa che cercava di far delineare ad essi da cosa è caratterizzato il concetto, o meglio il periodo dell’adolescenza, che, come si è notato dal lavoro di tutta la classe, è risultato essere momento di grandi cambiamenti sotto ogni punto di vista.

In particolare si sono evidenziati cambiamenti nelle emozioni, sempre più precarie e instabili, spesso anche altalenanti, in continua evoluzione; nelle relazioni, a partire da quelle con i nostri coetanei fino a quelle con altri adulti come i professori, passando per le relazioni spesso difficoltose con i genitori.

Inoltre è stato interessante, ovviamente, notare anche i grandi cambiamenti del nostro corpo dal punto di vista fisico: cambia infatti la fisionomia di ogni individuo, poiché, mentre nei ragazzi si sviluppa ad esempio il pomo di Adamo, la muscolatura aumenta e cambia il tono di voce, nelle ragazze invece si sviluppa il seno, i fianchi si assottigliano e così via.

L’adolescenza, come spiegato dalla dottoressa, è un percorso non ben definito in termini di età (si è soliti farlo cominciare nelle femmine all’età di 9/10 anni e nei maschi all’età di 11/12 anni) nel quale si abbandonano usanze e abitudini della puerizia, per assumerne di nuove, fino a quando non si inizia a creare una propria individualità, momento nel quale si può dire che l’adolescenza termini.

E’ dunque un periodo cruciale della nostra vita, caratterizzato da momenti che ci ricorderemo per sempre, attimi fugaci e spensierati che rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria.

Ma cosa ho portato a casa da questo incontro? Mi è piaciuto confrontarmi con gli altri, la condivisione è stata piacevole ed anche curiosa: non pensavo infatti che praticamente ognuno di noi potesse scrivere le stesse sensazioni provate anche da ogni altro compagno! Abbiamo anche riso tra noi e in quegli istanti un’aula di scuola si è trasformata da luogo nel quale si sviluppano concetti disciplinari, in luogo nel quale poter parlare con gli altri di temi legati alla vita.

In quel momento ho capito che la scuola è un luogo di condivisione con le altre persone, e che, oltre a formare uno studente in ambito scolastico, lo forma soprattutto per la vita.                                          

A cura di Alessandro Marinetti, II A

domenica 10 gennaio 2021

Seconda conferenza alfieriana con Carla Forno - 19 gennaio 2021

Proseguono le conferenze alfieriane organizzate presso il Liceo Classico “V. Alfieri” in collaborazione con la dott.ssa Carla Forno, direttrice della Fondazione Centro Studi Alfieriani.

Il secondo appuntamento online, dedicato a studenti e docenti del liceo Classico, si svolgerà Martedì 19 Gennaio 2021 in orario pomeridiano, dalle 14,30 alle 16,30  e sarà dedicato all’analisi della tragedia “Antigone” e al confronto con il testo sofocleo che l’ha ispirata: come l’autore astigiano ha presentato l’eroina tragica in conflitto con il potere tirannico e come la tragedia è stata ampliata e aggiornata alla sensibilità dei tempi.




Nella stessa settimana inoltre Mercoledì 20 Gennaio, dalle 14,30 alle 16,30, prenderà il via un altro dei numerosi appuntamenti del palinsesto culturale del Liceo “V. Alfieri”, il Laboratorio Filosofico dedicato alle classi terze e quarte, proposto dal prof. Roberto Gatti in collaborazione con Simone Vaccaro, dedicato a esplorare i rapporti tra filosofia e Covid 19; sono previsti cinque appuntamenti che si svolgeranno ogni Mercoledì e saranno dedicati alla discussione su tematiche filosofiche di attualità.

LINK per iscrizioni alle conferenze per docenti ed esterni.






A cura di Rossana Levati

lunedì 4 gennaio 2021

Prima Conferenza Alfieriana

A TU PER TU CON VITTORIO ALFIERI 

Il Settecento, secolo di salotti, minuetti e cioccolata, ma anche di grandi rivoluzioni e di sconvolgenti contraddizioni, è il contesto in cui si inserisce Vita scritta da esso, l’autobiografia di Vittorio Alfieri. Quest’ultima rappresenta uno dei titoli più atipici e apprezzati del Settecento e, in quanto romanzo di formazione, l’autore non racconta l’assoluta verità, ma il percorso, la presa di coscienza, la vita come spazio di esperienza e di esistenza. Proprio l’esistenza complessa di Alfieri delinea il file rouge del ciclo di conferenze tenuto dalla dottoressa Carla Forno il 15 dicembre 2020 agli studenti e ai docenti del Liceo Classico, istituto che prende il proprio nome dall’eclettico drammaturgo e poeta astigiano. Sempre critico e ironico, indubbiamente superiore, Alfieri non amò Asti, nonostante in questa cittadina di provincia situata in posizione strategica si trovasse l’unica dimora che ebbe la possibilità di chiamare “casa”. Fu capace come pochi altri intellettuali del tempo di spingersi oltre i confini del mondo aristocratico viaggiando in tutta Europa, in senso anacronistico, - s’intende -, e non solo: da Parigi a Londra, da Stoccolma a Pietroburgo, alla rincorsa di una libertà dai contorni sfumati e di una necessità esistenziale di scoprire, vedere e conoscere.

L’autobiografia – genere divenuto “di moda” all’epoca – è essenziale sia per chiunque desideri conoscere la poliedricità del protagonista sia anche per sintetizzare quest’ultimo in una sorta di paradigma: la contraddizione. Perché, quindi, l’autobiografia di Alfieri corrisponde a un romanzo di formazione? Per rispondere a questa domanda, è necessario sottolineare che l’opera pubblicata postuma di Alfieri si distingue nettamente dal genere letterario del diario: a variare in questi due generi è la relazione con il tempo. Mentre un diario prevede una contemporaneità tra scrittura e azione che si ottiene annotando sulle pagine un aggiornamento quotidiano, nell’autobiografia l’autore osserva se stesso a posteriori con la lente dell’esperienza e con un’ironia che gli consente il distacco necessario per giudicarsi. Pertanto l’autobiografia alfieriana può essere intesa come una confessione di quanto non era mai stato ammesso in vita o celato nelle metafore contenute nelle sue opere. 


Carla Forno, in un appuntamento di appena due ore e mostrando la sua esperienza dettata da anni di ricerca e studio, ha delineato una figura che si mostra agli occhi di noi studenti molto interessante e talmente composita da rendere possibile il rispecchiarsi di alcuni di noi in alcuni aspetti di una personalità così complessa. Gli appuntamenti, a cui gli studenti del quarto anno prenderanno parte in quanto approfondimento del programma di studio, continueranno per altre due lezioni distribuite nel mese di gennaio sulla piattaforma Meet: la cultura non si ferma e il nostro istituto rende disponibili ai suoi studenti molte esperienze in un contesto così complesso come quello che stiamo vivendo. 

A cura di Giulia Mora e Camilla Camusso (4C)