martedì 4 maggio 2021

Il volontariato chiama, rispondi?

 L’istituto Alfieri incontra il volontariato astigiano


Martedì 27 aprile c.a., l’Istituto Alfieri ha conosciuto, in remoto, un mondo che soprattutto in questi tempi è diventato molto importante: il Volontariato. L’incontro è stato essenziale, poiché il Terzo Settore conta su poche forze giovanili, perciò è importante farlo conoscere ai ragazzi delle scuole superiori; in tal modo un settore così vitale vedrà la partecipazione di tutte le età, e si creerá nei giovani la consapevolezza che l’aiuto di tutti è necessario affinché nessuno venga lasciato indietro.

Entro nel vivo della conferenza: il primo intervento è stato gestito dal sindaco della città di Asti dott. Maurizio Rasero, che ha lasciato un meraviglioso messaggio ai ragazzi: “…Godetevi i vostri anni, si ritornerà presto alla normalità, divertitevi e impegnatevi per costruirvi un futuro, ma a fianco di tutte questi obiettivi per voi stessi, ritagliatevi dello spazio per partecipare a questo magico mondo, e dedicatevi anche agli altri…”.

In seguito è intervenuta la dott.ssa M. Stella Perrone, dirigente dell’Istituto Alfieri, e infine la prof.ssa M. Poggio che ha introdotto la dott.ssa M. Cotto, assessore al welfare del comune di Asti, che ha illustrato le varie iniziative e i diversi servizi del volontariato cittadino.

Quindi la parola è passata alla dott.ssa C. Calabrese, presidente de “Il Dono del Volo”, che ha esposto le attività di cui è responsabile la sua associazione. La presidentessa ha spiegato attraverso diverse metafore quanto il volontariato sia importante, ricordandoci che nessuno si salva da solo: “la pandemia ci ha cambiato, il sogno più esaltante sarebbe creare una società dove ognuno concede un po’ del proprio tempo agli altri”.

Infine è intervenuto il prof. M. Fassio, docente presso il ‘Istituto Giobert, che ha analizzato il Volontariato dal punto di vista dell’economia, spiegando che nel nostro paese - il secondo (dopo il Giappone) più indebitato al mondo - il Volontario è una necessità anche dal punto di vista finanziario, nonostante non influisca sul PIL in alcun modo. Egli ci ha spiegato che in Italia i volontari sono circa 5 milioni e mezzo; sembrano moltissimi, tuttavia corrispondono soltanto al 9% della popolazione. E’ assolutamente necessario che il numero di coloro che si occupano degli altri cresca, in particolare è vitale che i giovani siano sensibilizzati su tali argomenti.

La discussione ha fatto capire ai miei compagni e a me il fatto che per aiutare qualcuno, a volte, non sia necessario soltanto un aiuto economico, ma il dispendio di tempo e affetto. Impiegare il proprio tempo libero in attività di volontariato è un’occasione di crescita personale, oltre a essere necessario per il progresso della comunità intera e per la creazione di una società dove tutti quanti possano avviarsi verso un futuro migliore, senza che nessuno rimanga indietro.

A cura di Giorgia Ferraro, classe seconda A, Liceo Classico “Vittorio Alfieri” 


sabato 1 maggio 2021

Presentazione del romanzo di Claudia Villero

Venerdì 30 maggio 2021: la prof.ssa Claudia Villero presenta il suo romanzo Dal Monferrato all'Isonzo

Dopo la conferenza stampa di giovedì 29 aprile, il nostro Istituto ha presentato venerdì 30 aprile il primo evento nell’ambito del polo della rete delle biblioteche DigitalBiblioAgorà.



A fare gli onori di casa la Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Stella Perrone, ha introdotto la prof.ssa Claudia Villero che, intervistata dalla docente referente della rete, prof.ssa Cinzia Zenzon, ha presentato il suo romanzo Dal Monferrato all’Isonzo, edito nel 2019 da Letteratura Alternativa, seconda opera dopo Confessioni alla corte dei Tudor, edito nel 2017 da Albatros. Si tratta di due romanzi storici, scritti dalla prof.ssa Villero, docente di Lettere dell’Istituto Professionale Quintino Sella, con la passione che da sempre l’ha caratterizzata per la storia: «perché la storia non è solo un elenco di nomi, di date, di battaglie, ma è fatta da chi ha vissuto quell’epoca. Per questo mi sono documentata con molto scrupolo, consultando archivi e carteggi tra i personaggi, e aggiungendo semplicemente i pensieri dei protagonisti», afferma Claudia Villero.

Dal Monferrato all’Isonzo è ambientato a Piea, paese natale della scrittrice, durante la Prima Guerra Mondiale a cui il protagonista, il giovane Alessandro Pescarmona, è costretto a partecipare, chiamato alla leva quando la situazione, dopo Caporetto, diventa drammatica per l’Italia e al fronte c’è bisogno di ‘carne fresca’. Questo diciottenne scopre così a poco a poco la guerra che prima entra nel suo paese quando vengono chiamati alle armi i cugini, poi irrompe nella sua famiglia allorché giunge anche per Alessandro la chiamata. La guerra, di cui tanto spesso si era parlato in famiglia, lo travolge, lo disgusta e lo lascia senza parole: come reagire di fronte alle brutture e al massacro senza senso a cui si trova davanti? «Forse la follia era la soluzione migliore. Impazzire per non capire più tutto quell’orrore. Impazzire per non sentire più il fragore delle armi, il boato dei cannoni. Impazzire per non morire di paura in ogni istante. Impazzire per non sentire l’attanagliante angoscia di non riuscire a fare ritorno, per non sentire la nostalgia della propria casa e della propria famiglia. Impazzire forse era davvero la soluzione migliore» (pag. 98).

Il romanzo nasce, come racconta l’autrice, dal rinvenimento di una lettera scritta da Alessandro alla famiglia quando era al fronte e, in seguito ad una meticolosa ricerca compiuta presso l’archivio di Alessandria per ricostruire le esistenze dei personaggi citati, Claudia Villero ha voluto dare voce a personaggi umili di cui la grande storia non si sarebbe occupata. Un lavoro diverso è stato realizzato da lei, invece, per la redazione del suo primo romanzo, Confessioni alla corte dei Tudor, la cui protagonista, Anna Bolena, è una donna che ha cambiato la storia, oltre che – ammette la scrittrice – il personaggio femminile della storia moderna che più l’ha affascinata.

Con uno stile immediato ed introspettivo Claudia Villero ha voluto leggere nei pensieri dei protagonisti, restituire le loro emozioni di fronte ai fatti che hanno vissuto più o meno consapevolmente, ponendosi come modello la scrittura di Indro Montanelli che si era proposto di rendere accessibile la storia a tutti, non necessariamente a chi la storia la conosceva.

A cura di Cinzia Zenzon



lunedì 26 aprile 2021

Intervista a Cecilia Gianoglio, finalista alle Olimpiadi delle lingue classiche

CECILIA GIANOGLIO RACCONTA LA SUA ESPERIENZA ALLE OLIMPIADI DELLE LINGUE CLASSICHE E I SUOI PROGETTI


La studentessa del liceo Classico “Vittorio Alfieri” Cecilia Gianoglio, frequentante la classe IV C, ha superato il 29 marzo la selezione regionale delle Olimpiadi nazionali delle lingue e civiltà classiche, patrocinate dal Miur e giunte quest’anno alla IX edizione.


Le Olimpiadi sono gare individuali rivolte agli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, statali e paritarie, al fine di promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità didattiche e formative delle lingue e delle civiltà classiche.

Cecilia Gianoglio ha partecipato alla sezione di Lingua e Civiltà greca, aggiudicandosi l’accesso alle finali nazionali che si svolgeranno il 5 maggio: se le condizioni sanitarie lo permetteranno, la gara si svolgerà in presenza a Roma. In caso contrario, in modalità online. Alle finali accederanno 128 studenti di tutti i licei classici d’Italia e Cecilia farà parte della delegazione di 10 allievi rappresentanti del Piemonte, che si sono qualificati superando la prima selezione.

Cecilia, 18 anni appena compiuti, frequenta il quarto anno al liceo Classico. Al momento di scegliere la scuola superiore da frequentare si è orientata sul Liceo perché ha ritenuto fosse la scuola più completa, capace di darle quell’apertura mentale che andava cercando.

Ti aspettavi un risultato così brillante alle Olimpiadi?

“In realtà no. Aspettavamo i risultati per il 12 aprile e non vedendo arrivare nulla, pensavo che fosse andata male. Invece, dopo un paio di giorni la mia professoressa mi ha comunicato la vittoria e il passaggio alla fase nazionale. Una grande soddisfazione”.

In cosa è consistita la prova?

“Ho dovuto produrre un testo argomentativo-espositivo partendo da una traccia fornita, a scelta tra due. Quella su cui mi sono concentrata riguardava Cesare e presentava testi in latino e greco e passi della Divina Commedia. Da lì ho dovuto rispondere a delle domande e realizzare un testo mettendo a confronto le descrizioni, i poeti, gli autori, inserendo anche altri collegamenti che esulavano da quelli proposti. Mi aspettavo una traduzione, ma penso che sarà argomento della prova nazionale”.

Come nasce la tua passione per le lingue antiche?

“Sono sempre stata affascinata dal latino e dal greco che permettono di risalire all’etimologia delle parole, andando a capirne il significato anche senza conoscerlo direttamente. I primi due anni di liceo sono stati molto impegnativi poiché ci si è concentrati sulla grammatica. Dal triennio ci siamo avvicinati alla letteratura, fino ad arrivare a quest’anno quando la professoressa Poggio mi ha proposto di partecipare alle Olimpiadi. Della mia scuola, e di tutta Asti, eravamo in quattro alle fasi regionali, mentre a quella nazionale saremo in 10 tra tutto il Piemonte”.

Qual è il tuo autore preferito?

“Per quanto riguarda il latino, sicuramente Catullo è l’autore che mi ha colpita di più e che si distingue dagli altri, mentre per quanto riguarda il greco stiamo affrontando Aristofane, il primo commediografo che stiamo studiando, e mi sta appassionando: è capace di farti riflettere, strappandoti allo stesso tempo un sorriso. In generale sono una grande lettrice: ora sto leggendo “Lessico famigliare” della Ginzburg, mentre un libro che mi è rimasto impresso fin da piccola è “Il giardino segreto”.

Cosa vorresti fare da grande?

“Non ho ancora le idee chiare. Proseguirò gli studi in materie umanistiche e letterarie, ma non ho ancora un progetto preciso”.

Cosa ti aspetti dalle finali nazionali a Roma?

“Spero di fare del mio meglio e che le cose vadano bene come alla fase regionale. Di certo è già per me una grande soddisfazione e un grosso traguardo poter andare a Roma, se si svolgeranno in presenza”.

Come stai vivendo questo periodo di covid, cosa ti manca, cosa vorresti fare come prima cosa quando saremo più liberi?

“E’ stato molto difficile, soprattutto all’inizio. In famiglia abbiamo avuto alcuni casi positivi quando ancora si sapeva molto poco della malattia, ma fortunatamente è andato tutto bene. La cosa più stancante è questo continuo alternare tra presenza a scuola e didattica a distanza, il fatto di non poter vedere i miei amici, incontrarsi in gruppo come eravamo abituati a fare. La prima cosa che vorrei fare? Una festa per i miei 18 anni!”.

A cura di Laura Avidano per la Gazzetta d'Asti


domenica 25 aprile 2021

Conferenza sul valore dello studio del latino

19 aprile 2021: le classi del biennio del Liceo Classico assistono alla conferenza in remoto tenuta da Luca Desiata

Molti sostengono che il Latino sia una lingua morta, inutile, obsoleta, non al passo con i tempi, inadeguata ai cambiamenti della società odierna. Ma ne siamo proprio certi?


L’ingegner Luca Desiata ci ha dimostrato come la lingua latina sia presente nell’età contemporanea e nell’era dell’internet raccontandoci la sua rilevanza nel mondo.
Si pensa che lo studio del latino sia diffuso principalmente in Italia in quanto questa è stata la culla della romanità; ma non è così: negli Stati Uniti le lingue classiche sono particolarmente vive, tanto che il loro motto è E pluribus, unum (Da tanti, uno). Senza spostarsi molto lontano, il motto dell’UE è In varietate concordia (La concordia nella varietà) per valorizzare la diversità delle tante culture europee che fanno la forza del nostro continente. Diverse importanti università americane (Harvard, Penny University…) hanno scelto il latino come lingua di incoraggiamento. In Cina, Corea, Mongolia, Giappone viene utilizzata questa lingua per indicare specie vegetali e animali. Pertanto il latino è una lingua diffusa su tutto il nostro pianeta: sicut in caelo et in terra.

Latino nell’era dell’internet? Impossibile!
Internet ha favorito l’espandersi dell’egemonia dell’inglese nel mondo; ma internet ha anche permesso l’avvicinamento al latino di più persone provenienti da nazioni differenti. Per esempio l’enigmistica Hebdomada Aenigmatum riporta rebus, giochi, sudoku in latino e in greco antico; la pagina di Wikipedia in latino (Vicipaedia) si posiziona al 51esimo posto su 265 lingue disponibili su Wikipedia; Papa Francesco su Twitter manda un messaggio in latino di benvenuto: Tuus adventus in paginam publicam Papae Francisci breviloquentis optatissimus est (Il vostro arrivo sulla pagina pubblica di Papa Francesco che parla per brevi frasi è molto gradito); il quotidiano Ephemeris presenta notizie e novità in latino.

Il latino è efficace nella comunicazione internazionale: perché allora non utilizzarlo al fine di risolvere i problemi e le incomprensioni linguistiche nella UE?
“A mio avviso il latino ha ottime chance per tornare ad essere lingua franca europea: in assenza di un idioma comune, il latino può chiarire un contesto internazionale. La Senatrice a vita Liliana Segre spiegò come riuscì in un campo di concentramento a comunicare con una ragazza straniera grazie alla lingua latina. Dunque il latino è una lingua che supera le barriere linguistiche”, afferma Desiata.

Il latino nel mondo delle aziende è assolutamente onnipresente: analizzando la parola manager si potrà risalire all’etimologia manu agere (condurre con mano); inoltre questa lingua ha il potere di rafforzare alcuni messaggi nel mondo del business e dunque permette di esprimerci in modo diretto mantenendo comunque l’eleganza: maiora premunt (cose più grandi premono).

Pertanto lo studio delle lingue antiche non ci allontana nel tempo ma ci introduce nella realtà e ci rende pronti ad accettare un’unità culturale tra i diversi popoli.

A cura di Vittoria Pero, II A

venerdì 23 aprile 2021

NERO SU BIANCO: IL PROGETTO DEL GIORNALE D'ISTITUTO DEL LICEO CLASSICO "V.ALFIERI"

Il Liceo Classico "V. Alfieri" ha aderito al progetto "Giornale di Classe" che ha coinvolto più di 100 Istituti italiani che hanno potuto realizzare un proprio giornale in versione digitale, utilizzando la piattaforma iltuogiornale.it.

Dopo aver ascoltato due webinar introduttivi, condotti da Alfonso Ruffo, Direttore Editoriale del Gruppo Economy, sulla organizzazione degli articoli e il ruolo del giornalista nel mondo odierno, un gruppo di 15 alunni di classi diverse del triennio del Liceo ha potuto misurarsi con l'esperienza della redazione di un giornale di istituto.


I ragazzi hanno condiviso, in una classe virtuale appositamente creata, aperta a confronti, discussioni e proposte, l'esperienza della redazione degli articoli, selezionando dapprima gli argomenti di maggiore interesse, comunque collegati alla attualità culturale, sociale, educativa, sportiva, e integrandoli infine anche con proprie proposte.

La redazione degli articoli, condivisi sulla stessa piattaforma, selezionati e coordinati dalla prof.ssa Rossana Levati che ne ha curato l'impaginazione, ha infine trovato una collocazione nel giornale d'Istituto, per il quale gli stessi studenti hanno proposto il nome fittizio, "NERO SU BIANCO": per tutti gli studenti una prima esperienza, anche se parziale, con il difficile compito del giornalista, tra il dovere di informare e quello di sollevare problemi e riflessioni sulla realtà quotidiana, evidenziandone problemi e criticità. Oltre ai vincoli degli spazi e delle colonne della pagina, anche la scelta del titolo del proprio articolo, accattivante o problematico, è stata una prima sfida: conquistare il lettore parte anche da lì.

Il pdf del giornale è consultabile al seguente LINK:

Auguriamo a tutti una buona lettura!

venerdì 16 aprile 2021

"Con i piedi per terra": un percorso di riflessione sull'agricoltura sostenibile, dal docufilm al teatro

 
Si è svolto questa mattina 16 Aprile 2021, in modalità per ora ancora on-line, un incontro delle classi del Liceo Classico "V. Alfieri", la II A, guidata dalle prof.sse Giulia Saddemi e Paola Romagnoli, e la IV B, durante la lezione della prof.ssa Rossana Levati, con il Teatro di Dioniso, nello specifico con Antonio Tancredi e Enzo Monteverde, all'interno del progetto "Con i piedi per terra".

Si tratta di un progetto che nasce come un'indagine sul tema del “ritorno alla terra”, sulla new economy, sul senso di comunità rurale, ma nel tempo si è aperto allo sviluppo di diversi "prodotti" artistici (una graphic novel, un filmato e la produzione di uno spettacolo) sulla provenienza dei prodotti agricoli e sulla possibilità di orientare i consumi in maniera consapevole.

Gli alunni delle due classi partecipano a una proposta mista:

Da remoto: visione in classe del docufilm "Con i piedi per terra", frutto di interviste a contadini in molte regioni italiane, impegnati nella difesa della agricoltura sostenibile, + un incontro su piattaforma streaming con gli artisti per approfondire le tematiche.

In presenza: nell'attesa di notizie più certe sulla emergenza sanitaria, le classi sono in attesa di seguire a teatro lo spettacolo, che sarà basato su testi, tra gli altri, di L. Tolstoj e di J. Giono e su musiche create per l'occasione.

Il ritorno a teatro, con una esperienza fatta di dialogo e di relazione umana, potrebbe avvenire allo Spazio Kor nel mese di Maggio, ed è atteso con grande aspettativa da docenti e studenti, in quanto è una dimensione comunicativa e partecipativa preclusa ormai da diversi mesi, ma importante occasione di crescita per tutti.

Il dibattito tra gli artisti e gli alunni sulle tematiche evidenziate si è realizzato con grande partecipazione e condivisione di riflessioni e temi, che collegano scrittori antichi come lo stesso Aristofane e esperienze di vita moderna: ricordiamo che tra pochi giorni, il prossimo 22 Aprile, ricorrerà la Giornata della Terra, e che si rinnovano gli appelli, come quello di Carlo Petrini sulla Stampa di questa mattina, che richiama la necessità di ascoltare "tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri".

QUALIFICAZIONE DI CECILIA GIANOGLIO ALLE FINALI NAZIONALI DELLE OLIMPIADI DI LINGUE CLASSICHE

Le finali nazionali delle Olimpiadi di Lingue Classiche: qualificazione di Cecilia Gianoglio, IV C


Cecilia Gianoglio, della classe 4 C, ha superato la selezione regionale delle Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche, patrocinate dal M.I.U.R. e giunte alla IX edizione, che si sono svolte in modalità on-line il 29 Marzo 2021: l’iniziativa è inserita nel programma annuale di Valorizzazione delle Eccellenze. L’alunna del Liceo astigiano ha partecipato alla sezione di Lingua e Civiltà greca, che presentava brani di storici greci relativi alla figura di Cesare, e si è aggiudicata l’accesso alle finali nazionali che si svolgeranno il 5 Maggio 2021: se le condizioni sanitarie lo permetteranno, la gara si svolgerà in presenza a Roma, in caso contrario sempre in modalità online.
Alle finali accederanno 128 studenti di tutti i Licei Classici d’Italia, e Cecilia Gianoglio parteciperà alla delegazione di 10 allievi rappresentanti della Regione Piemonte, che si sono qualificati superando la prima selezione.

Ci auguriamo che l’avventura di Cecilia Gianoglio continui con soddisfazione!