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sabato 31 maggio 2025

Serata del Merito 2025

 Gli studenti dell'IIS "V. Alfieri" protagonisti della Serata del Merito a Teatro Alfieri





Mercoledì 28 maggio 2025 alle ore 20 nella ormai familiare per noi cornice del Teatro Alfieri di Asti ha avuto luogo la Serata del Merito dell’IIS “V. Alfieri”, un momento che, giunti ormai al termine dell’anno scolastico, rappresenta la summa del lavoro svolto nel corso dell’anno, dei risultati conseguiti dai nostri studenti e dei numerosi progetti portati a termine che si collocano in svariati ambiti, da quelli letterari a quelli artistici e digitali.

Come lo scorso anno, la serata è stata realizzata in collaborazione con il prof. Giancosimo Delvecchio, Vicepresidente dell’associazione Progetto Sarah a cui sono stati devoluti i proventi della vendita dei biglietti.



In un teatro gremito dalla platea al loggione, la Dirigente Scolastica Maria Stella Perrone ha introdotto la serata accompagnata dai suoi Collaboratori delle tre sedi, Liceo Classico, Liceo Artistico e Istituto Professionale, dal prof. Andrea Marello, investito per l’occasione del ruolo di presentatore della serata e dal Presidente del Consiglio d’Istituto, avvocato Riccardo Marinetti. La Dirigente Scolastica ha parlato del ruolo del Dirigente nella scuola di oggi: “Il ruolo di un Dirigente scolastico è quello di prendersi cura di tutta la comunità scolastica: docenti, tutto il personale, studenti e di conseguenza le loro famiglie e anche il  proprio territorio. Come Dirigente ho il compito esplicitare la mia visione pedagogica della scuola, con un’attenzione alla persona; quale visione? Il nostro primario interesse sono gli studenti, verso i quali abbiamo un importante compito educativo perché formiamo i cittadini di domani.



 

Dopo gli interventi istituzionali del Sindaco della città di Asti Maurizio Rasero, dell’Assessore all’Istruzione Loretta Bologna, della dott.ssa Francesca Bosia e della dott.ssa Chiara Gianotti dell’UST di Asti, ha avuto inizio la premiazione degli studenti delle tre sedi che hanno ottenuto la più alta media nelle loro rispettive classi, cui è seguita l’assegnazione degli attestati di merito, realizzati dalla prof.ssa Silvia Caronna, per i tanti studenti che si sono distinti per la partecipazione a concorsi ed il conseguimento di premi nel corso del presente anno scolastico, dallo sport alla scultura alla realizzazione di video, cortometraggi e calendari. Tra i tanti progetti cui il nostro Istituto ha partecipato si sono segnalati la Corsa contro la fame che quest’anno ha coinvolto l'Istituto Professionale, la realizzazione per i 750 anni del Palio di Asti del francobollo realizzato  dalla Zecca dello Stato da Pietro Furlan studente della 5A del logo ufficiale realizzato da Simone Riccio della 4F e dei drappi dei sbandieratori e musici realizzati da Elena Manca classe 4F e Psiche Zanca classe 3FA del Liceo artistico, il Progetto di scambio con la Cina cui hanno partecipato due studenti del Liceo Classico e due studentesse del Liceo Artistico e la decorazione della sala d’attesa del reparto di oncologia dell’ospedale Cardinal Massaia ad opera di studenti del Liceo Artistico.


La Dirigente, emozionata, ha dichiarato: “E io ricevo un grande dono questa sera, ricevo una buona dose di emozioni, vedendoli tutti insieme e guardandoli come un direttore d’orchestra guarda i suoi musicisti con uno sguardo d’intesa e di soddisfazione, senza altre parola proferire, sapendo che sono diventati bravissimi (mi capita spesso di farlo ..), un po’ come Leonard Bernstein dirige il finale della Sinfonia No.88 di Joseph Haydn.



La serata è proseguita con i ringraziamenti dei referenti di Telethon, Cesarina Perrone, Renato Dutto e l’Assessore alle Pari Opportunità Eleonora Zollo per il lavoro svolto dall’Istituto grazie ai giovani volontari che si sono prodigati nella vendita del cioccolato e dei biscotti i cui proventi sono stati devoluti alla ricerca contro le malattie genetiche.



A fare da scenografia alle premiazioni la cupola geodetica progettata dagli studenti della classe 5A del Liceo Artistico, indirizzo Architettura e Ambiente e realizzata nel nostro laboratorio di ebanisteria insieme alla prof.ssa Lorenza Lanzetta e al prof. Pasquale Riso.







Quindi i ragazzi sono nuovamente tornati ad essere i protagonisti grazie a tre esibizioni: la coreografia “Io non taccio” a cura della prof.ssa Iolanda Rega e della prof.ssa Elizabeta Veselinovska con studentesse e studenti delle tre sezioni dell’Istituto seguita da una breve anticipazione dello spettacolo del Teatro delle opportunità realizzato a cura delle prof.sse Monica Gatti e Ilaria Guidotti; 



lo spettacolo del Laboratorio di Teatro Classico liberamente tratto dalle Nuvole del commediografo greco Aristofane, attualizzato e reso fruibile al pubblico astigiano con inserti di folklore locale dalle prof.sse Mariarosa Poggio e Chiara Borghese e dal prof. Mario Leonetti; 




lo spettacolo teatrale La straniera liberamente ispirato al processo a Maria Antonietta, scritto dal prof. Marco Pozzo con la collaborazione per la parte di recitazione della prof.ssa Concetta Galfo, avente come protagonisti alcuni studenti dell'Istituto Professionale.




 

Una serata ricchissima, quindi, indice dei tanti progetti messi in opera e dell’entusiasmo con cui essi vengono accolti dagli studenti e dai docenti dell'Istituto “V. Alfieri”.

 a cura della prof.ssa Cinzia Zenzon

sabato 19 febbraio 2022

Il Liceo Classico partecipa alla prima iniziativa teatrale dell'anno del teatro Alfieri

 

Guido suonava il violino: una toccante ricostruzione teatrale



 

A quasi due anni precisi dall’infelice interruzione del progetto “Teatro scuola, Piemonte dal vivo”, avvenuto il giorno di San Valentino del 2020 in seguito alla rigidità delle norme anti-Covid, è stata messa in scena la prima rappresentazione teatrale affiliata a questa iniziativa, con la partecipazione di una componente artistica d’eccezione. Questo evento, come sottolineato dal sindaco Maurizio Rasero e successivamente ripreso dalla regista Patrizia Camatel, non solo ha rappresentato un punto di incontro tra le scuole e il teatro Alfieri, che mancava ormai da molto tempo, ma ha anche lanciato un chiaro messaggio di ripartenza ad ogni manifestazione artistica nell’astigiano. A partecipare alla rappresentazione teatrale sono state diverse classi provenienti dagli Istituti superiori di Asti, tra cui le classi 2A, 3C e 4C del nostro liceo, le quali hanno contribuito a restituire al teatro il fascino e la magica atmosfera che si erano andati lentamente a scemare in tempo di pandemia.

 Lo spettacolo, intitolato Guido suonava il violino, è una ricostruzione immaginifica della storia di una famiglia astigiana, vissuta ai tempi della Shoah, di cui si sono perse le tracce dopo la deportazione. Le sequenze narrative che si succedono durante la rappresentazione ruotano attorno ad un violino, oggetto a cui Guido Foà, bambino di questa famiglia ebrea, tiene molto. Questo strumento musicale, tuttavia, sembra essere animato: stride, geme e arriva all’improvviso nella vita di una giovane ricercatrice, supplicandola di ricordare e narrare la storia del suo vecchio proprietario. La storia prosegue poi con un alternarsi di flashback, presentati al pubblico attraverso veri e propri sogni della protagonista e sue riflessioni interiori, riuscendo perfettamente a creare un clima malinconico ed empatico. Nonostante la vicenda sia costellata da più di una decina di personaggi, ognuno con pregi, difetti e una caratterizzazione notevole che li distingue a livello umano l’uno dall’altro, la magistrale Elena Formantici, unica attrice presente sul palco, è riuscita ad interpretarli tutti, creando una sorta di monologo teatrale, ricco di sentimenti e angosce.

Tra i vari personaggi che sono stati presentati troviamo innanzitutto la protagonista, una ricercatrice dal carattere forte che vede la sua quotidianità sconvolta dall’arrivo di un oggetto misterioso a cui si sente legata, sebbene non sappia neanche come si tenga in mano lo strumento. In contrapposizione con la personalità della donna viene introdotta, attraverso ricordi del passato, il vero personaggio principale della vicenda, a cui è anche dedicato il romanzo a cui si ispira lo spettacolo, ovvero Guido, un bambino ebreo croato di otto anni, italianizzato durante la guerra a causa delle dure condizioni imposte dai fascisti agli abitanti della Dalmazia. Questa giovane creatura non sa cosa sia la guerra, non sa cosa si provi a portare il fardello di essere nato in una famiglia semita, poiché a lui interessa solo giocare spensierato con i suoi amici, cercando di inseguire il fantasma di un’infanzia che gli scivola dalle mani. La sua ingenuità, tuttavia, è ciò che gli permette, anche mentre viene trasportato in Polonia su un carro bestiame, di ricordare i momenti legati alle sue lezioni di violino col nonno Camillo, tenendolo allegro e proteggendolo dalla dura realtà che lo aspetta una volta sceso dal treno. Le figure più struggenti e sofferenti che compaiono sono, tuttavia, i genitori del piccolo Guido, Italo Foà ed Estella Luzzati, i quali, nonostante possiedano caratteri e personalità profondamente dissimili, sono attraversati dagli stessi dubbi e domande, ma soprattutto da un grande senso di sconforto, poiché si domandano per quale motivo vengano puniti, se la loro unica ‘colpa’ è quella di essere ebrei. Queste due persone emanano un comune senso di inquietudine e ci invitano a provare pietà per la loro condizione, ma in due modi diversi: la paura del padre si trasforma in rabbia e autocommiserazione, mentre quella della madre diventa rapidamente rassegnazione.

Dopo la rappresentazione, della durata di un’ora e mezza, l’attrice e la regista hanno lasciato mezz’ora di tempo agli alunni per porre eventuali domande riguardo al lavoro svolto, alla professione dell’attore e per esprimere i sentimenti che ognuno ha provato durante la messa in scena dello spettacolo.

                                                             A cura di Lorenzo Merlone, classe III C