lunedì 29 novembre 2021

Non una di meno (riflessioni sulla giornata internazionale contro la violenza sulle donne)

 Il 25 Novembre si è celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, con numerose iniziative di sensibilizzazione sulla tematica, tra cui anche un convegno, organizzato dal nostro Istituto in collaborazione con il Comune di Asti e la Commissione Pari Opportunità, che ha visto l'intervento di esponenti della Questura, del comando dei Carabinieri, del Centro antiviolenza l'Orecchio di Venere.

Gli studenti del corso di Giornalismo hanno elaborato le loro riflessioni sulla giornata del 25 Novembre. Proponiamo di seguito il primo articolo, che invita i lettori a non abbassare mai la guardia quando si tratta di parità e disparità di genere:

"La violenza sulle donne in Italia raggiunge un tragico record, proprio nei giorni che precedono il 25 novembre, data in cui si è celebrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne; l’Italia quest’anno in particolare ha bisogno più che mai di sottolineare come questo fenomeno sia in crescita: i dati non fanno infatti che destare grande preoccupazione. 
I media, la televisione e le istituzioni stesse si sono preoccupati di ricordare a tutti l’importanza della giornata e di sottolineare come questa tendenza debba essere fortemente contrastata e in qualche modo ridotta. 
Dal report pubblicato online dal Viminale, i dati non fanno ben sperare: dal primo gennaio al  21 novembre di quest’anno sono state registrate 109 vittime donne, di cui 93 in ambito familiare e affettivo e di queste ben 63 morte per mano di partner/ex partner. Il 7% in più rispetto al 2020. 
La giornata contro la violenza sulle donne quest’anno si carica quindi di un significato ancora più importante e proprio per questo, in maniera ancora più accentuata e decisa rispetto agli anni precedenti , il 25 novembre è stato costellato di scarpette rosse , di inchieste e iniziative che cercavano di animare le coscienze delle popolazione e di interventi di figure celebri e importanti all’interno del panorama italiano, che ricordano come sia sbagliato commettere ogni tipo di violenza nei confronti delle donne, invitando le stesse a denunciare qualunque genere di oppressione che le vede protagoniste o a cui assistono di riflesso: tutto giustissimo, come è corretto che ogni anno questa ricorrenza venga ricordata nelle opportune modalità, ricevendo la giusta visibilità a livello nazionale. 
Il problema però è che l’Italia che oggi ci dice di non picchiare le donne è la stessa che ieri, quando una ragazza veniva violentata, le attribuiva  la colpa: perché la sua gonna era troppo corta oppure aveva bevuto troppo alcol. 
È la stessa che provava un certo senso di compassione ed empatia e che giustificava un uomo che picchiava la moglie poiché questa l’aveva tradito, definendolo come qualcuno che aveva “perso la testa a causa della gelosia”, perché in fondo solo di questo si tratta, giusto? Di un momento di debolezza, un semplice scatto di rabbia, provocato dal dolore causato dal tradimento, considerato l’amore immenso che provava per lei. Di colpo la vittima scompare, rimangono solo le pene d’amore del carnefice. 
Sembra assurdo, eppure è il messaggio che ancora troppo spesso, implicitamente o esplicitamente, arriva dagli articoli o dalle opinioni di personaggi anche di una certa rilevanza. 
Si parla sempre di lei, la stessa Italia che, esattamente quattro giorni dopo la giornata contro la violenza sulle donne, assiste inerte alla scena la cui protagonista è Greta Beccaglia, una giornalista sportiva che durante un servizio viene palpeggiata e a cui, dopo diversi apprezzamenti non richiesti mentre stava soltanto cercando di svolgere il proprio lavoro, viene tranquillamente detto dal collega in studio: “Si cresce con queste esperienze”, tutto spudoratamente in diretta televisiva. 
No, non sono esperienze che fanno crescere, niente di tutto ciò rafforza una donna, non dovrebbe essere giustificato o considerato nella norma. 
Una donna, in quanto essere umano, ha un suo corpo che nessuno sconosciuto dovrebbe permettersi di toccare senza consenso, ha una sua identità, una volontà e un pensiero libero, nessuno la possiede e non è una semplice figura subordinata a quella dell’uomo. 
Ed è questo che forse l’Italia non capisce, che una donna, in primo luogo, non è altro che una persona, con dei sogni, delle ambizioni, un lavoro, un titolo di studio e poi è anche una madre, una moglie, una fidanzata: non il contrario. 
Vengono giustificati di continuo, spesso anche involontariamente (e la cosa non fa che essere ancora più grave per questo), fenomeni di violenza, di misoginia le cui vittime finiscono per diventarlo doppiamente, perché oltre ad avere subito una violenza ne sono state anche la diretta causa, “se la sono cercata”. 
Michela Murgia, ma anche altre donne (e non), impiega parte della sua vita per denunciare il maschilismo radicato nella società, nel nostro modo di vivere e nelle nostre abitudini, fornendoci una visione diversa della realtà in cui viviamo, analizzando il linguaggio e i comportamenti quotidiani che preludono a fatti ben più gravi e violenti e che arrivano a sfociare nei femminicidi. Lei, giornalista, scrittrice e opinionista televisiva, è la prima ad essere pesantemente attaccata per l’aspetto fisico, come se, in quanto donna, qualsiasi cosa da lei detta, passasse in secondo piano rispetto a come appare. 
E come lei, tante altre donne sono vittime dello stesso male, sminuite quotidianamente nel loro valore. 
Ma di questi problemi nessuno si cura, i femminicidi rimangono semplici casi di cronaca e il 25 novembre l’Italia si limita a piangere le sue vittime a testa bassa, le stesse di cui non si preoccupa durante gli altri giorni."                                    Denise Gaiot, classe 3C

domenica 28 novembre 2021

Cerimonia finale del Premio Asti d'appello

 Doppia vittoria per Marina Marazza



Domenica 28 Novembre 2021 si è svolta la cerimonia finale del Premio Asti d'appello che quest'anno è potuta tornare a Teatro Alfieri con il pubblico dopo che lo scorso anno, a causa dell'emergenza sanitaria, è stata realizzata in diretta streaming sempre dal Teatro Alfieri ma a porte chiuse.

La prof.ssa Cinzia Zenzon, referente del progetto, ha partecipato alla cerimonia accompagnata da una fedelissima rappresentanza di studenti delle classi 5 B (Alessandro Merlone) e 2 A (Emma Austa, Maria Adele Avidano, Rebecca Nicolae, Fiamma Rasero e Federico Ribero) che hanno seguito con molto interesse tutte le fasi della premiazione. Presentati da Chiara Buratti e introdotti dalle recensioni di Massimo Cotto, i sei finalisti (il settimo, Paolo di Stefano, assente per malattia è stato escluso come da regolamento) hanno recitato un'arringa difensiva del loro romanzo di fronte ad una giuria togata. Mentre la giuria si è riunita per assegnare il premio, il pubblico è stato allietato dalle note di Wolgfang Amadeus Mozart presentato dal recital in prima assoluta Mozart in Italia: la musica, il viaggio, interpretato dalla voce narrante di Sandro Cappelletto, dal pianista Marco Scolastra e dalla superlativa soprano Cinzia Forte.



Al termine è stato proclamato il verdetto: vincitrice del Premio della giuria popolare è stata Marina Marazza, autrice del romanzo Io sono la strega, scrittrice intervista proprio dai nostri allievi del Liceo Classico poche settimane fa: i ragazzi avevano molto amato il suo libro ed erano stati affascinati dalla personalità di Marina Marazza che ha saputo trasmettere tutta la sua passione per la scrittura nell'ora trascorsa insieme durante l'intervista. La gioia si è raddoppiata (così come l'emozione dell'autrice) quando è stato svelato anche il nome del vincitore del Premio della giuria: ancora una volta Marina Marazza che evidentemente con la storia di Caterina da Broni ha convinto anche i giudici e gli avvocati presenti in teatro. Complimenti a Marina Marazza e arrivederci al prossimo romanzo!


a cura di Cinzia Zenzon

lunedì 22 novembre 2021

Premiazione di Federica Parigi

 

Federica Parigi della V A Liceo classico riceve un importante premio



Su segnalazione della sua insegnante di scienze motorie, prof.ssa Clotilde Ghi, Federica Parigi, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico cittadino, ha ricevuto il Premio Borsa di Studio Attilio Bravi. Tale riconoscimento consiste in un premio in denaro in considerazione delle prestazioni sportive e del rendimento scolastico degli studenti; relativo all’anno 2019 -20, la Borsa è stata assegnata a Federica Parigi per le sue vittorie nell’atletica, in particolare nel salto in alto, oltre naturalmente per i buoni risultati scolastici. La cerimonia ha avuto luogo giovedì 11 novembre, a cui ha fatto seguito una conviviale con i campioni astigiani dello sport.

a cura di Mariarosa Poggio

lunedì 15 novembre 2021

Conferenza su Cosma Manera

 4 Novembre: Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate



Presso l'Archivio Storico di Asti alcuni studenti del Liceo Classico hanno partecipato ad una mostra organizzata per l'occasione su alcune figure che si sono distinte nello svolgimento della loro attività tra cui Cosma Manera.

La studentessa Kishta Magderida di 3C ha realizzato al riguardo un prodotto in power point

venerdì 12 novembre 2021

Intervista per Asti d'appello

 

INTERVISTA A MARINA MARAZZA 


Venerdì 12 Novembre alle ore 16.30 in modalità online si è svolto l’incontro con Marina Marazza, autrice del romanzo Io sono la strega, in corsa per il premio di “Asti d’appello”.

Quest’anno la Biblioteca Astense e la Direzione del Premio “Asti d’appello” ha deciso di variare la formula di interazione con gli studenti che rappresentano la giuria giovane del Premio proponendo ad ogni scuola coinvolta di ‘adottare’ uno scrittore per intervistarlo. La prof.ssa Cinzia Zenzon, referente del progetto per il Liceo Classico, si è ‘accaparrata’ per i suoi quattordici ragazzi provenienti dalla 5B e dalla 2A Marina Marazza, autrice di un romanzo che fin da subito ha riscontrato grande successo fra i ragazzi (e l’insegnante!). Gli studenti hanno proposto molte domande, mai banali ma curiose e specifiche sia sui motivi personali che hanno portato l’autrice alla scrittura di romanzi storici sia sulle modalità con cui ha reperito i dati per la sua opera sia sulle scelte relative all’intreccio.



Con un entusiasmo che ha subito catturato i ragazzi, Marina Marazza ha raccontato la sua esperienza biografica rispondendo alle domande di Rebecca Nicolae della 2A: fin da bambina ha sempre letto molto e ha deciso di riscrivere storie che non le piacevano in alcuni punti, specialmente per come venivano rappresentate le figure femminili, così il suo primo romanzo è stato L’orchidea della giustizia, la storia di una Zorro in gonnella. L’autrice ha continuato ammettendo di non aver sempre solo fatto la scrittrice, ma di aver lavorato per alcuni anni come direttore creativo della Walt Disney Company, pur continuando a scrivere almeno un romanzo ogni due anni, prediligendo le storie con protagoniste le donne, da Gertrude alla moglie di Dante a Caterina da Broni.



Un'altra curiosità dei ragazzi è stata sapere a quali fonti ha attinto: a Carlotta Rocatti di 5B Marina Marazza ha spiegato come la fortunosa preservazione degli atti del processo a Caterina di cui una copia era stata trascritta da un notaio al conte Melzi, suo accusatore, l’ha incuriosita sia per la figura di Caterina sia per il contesto. L’autrice rivela che la sua scrittura parte sempre da documenti storici a cui rimane molto fedele (anche talora deludendo il lettore quando non fa fuggire la protagonista con l’amore della sua vita…) aggiungendo personaggi ‘da fiction’ (come gli uomini che Caterina incontra nella locanda in cui è costretta a prostituirsi) per coinvolgere maggiormente il lettore. Altre fonti del romanzo sono state le poesie di Fabio da Varese e i dipinti di Fede di Galizia, oltre a documenti sulla peste del Monferrato.



Francesca Fabris di 5B ha chiesto infine se ha intenzione di scrivere il seguito della vicenda di Salem, il boia che si trova senza saperlo a giustiziare sua madre. Marina Marazza ammette di aver voluto raccontare, con Salem, la storia di una figura, quella del boia, poco indagata nei romanzi ambientati durante il ‘600 e anche poco documentata, perché si tratta di un personaggio che nell’epoca della Controriforma assunse grande importanza e prestigio sociale; per di più in questo caso la sua vicenda, dopo l’esecuzione della sentenza di morte ai danni di Caterina, risulta aperta e quindi foriera di molti spunti romanzeschi.

L’incontro, la cui durata tutti avremmo voluto potesse prolungarsi, si è concluso con i complimenti rivolti da Marina Marazza ai ragazzi e alla docente per la qualità delle domande e le riflessioni frutto di una lettura meditata del suo romanzo e della capacità di confrontarlo con IL romanzo per eccellenza che le due classi stanno, sotto diversi punti di vista e con differente livello di approfondimento, studiando quest’anno: i Promessi sposi di Alessandro Manzoni, nella quale opera è proprio citata la vicenda di Caterina.

A cura di Cinzia Zenzon

martedì 2 novembre 2021

Conferenza della prof.ssa Giulia Albanese

 RIFLETTERE SULLA STORIA IN OCCASIONE DELL'ANNIVERSARIO DELLA MARCIA SU ROMA


Martedì 26 ottobre 2021 le classi quarte e quinte del Liceo Classico hanno avuto modo di partecipare a una conferenza di approfondimento riguardo la Marcia su Roma tenuta dalla professoressa Giulia Albanese, docente associata presso l’Università di Padova.

L’episodio, nucleo della discussione intrapresa dalla professoressa e di cui si celebra il 99° anniversario il 27 ottobre, è stato contestualizzato nel dispiegarsi di tutti i nuclei politici, sociali e di dinamica storica che hanno caratterizzato uno episodio contraddittorio della storia italiana. Se per i fascisti, infatti, la Marcia fu un fatto fondamentale, volto ad ampliare il numero di adesioni al Partito Fascista, nato nel 1919 a Milano in Piazza San Sepolcro, ebbe d’altra parte scarsa considerazione da parte di tutti gli illustri parlamentari che fino a quel momento non avevano ancora aderito al partito.

Tuttavia, come si comprende in seguito, i quattro giorni di fuoco dal 27 al 31 ottobre del 1922 rappresentano un momento di svolta nell’ascesa al potere di un personaggio che segnerà in maniera tanto indelebile quanto negativa il primo Novecento: da questo momento, infatti, Benito Mussolini, attraverso la carica di Presidente del Consiglio, nominato dal re Vittorio Emanuele III, inizia a compiere i primi passi concreti che lo condurranno a rivestire il ruolo di dittatore.

Suscita, dunque, una commistione di sensazioni di ansia e preoccupazione rivolgere, seguendo questa chiave di lettura, uno sguardo a un momento buio della nostra attualità: l’assalto alla CGIL avvenuto Sabato 16 ottobre come degenerazione di un movimento no-Green Pass in una manifestazione violenta che ha travolto le vie del centro di Roma, inneggiando a una riconquista delle forze politiche di destra della capitale. Proprio in questo ultimo confronto la professoressa ha avuto modo di proporre a noi studenti una sottolineatura sul ruolo che la storia dovrebbe rivestire nella nostra società, garantendo a ogni individuo, in quanto cittadino, di saper leggere e affrontare attivamente una realtà che necessita di consapevolezza storica e sociale.

                                                                                                 A cura di Camilla Camusso V C Liceo Classico 

venerdì 29 ottobre 2021

Una nuova veste per la biblioteca dell'Alfieri

 


ECCO LA NUOVA BIBLIOTECA DEL LICEO CLASSICO

Finalmente la storica biblioteca del Liceo Classico ha cambiato veste!

 

Grazie al bando del Ministero a cui il nostro Istituto ha partecipato nel 2019 e che ha consentito l’istituzione della rete DigitalBiblioAgorà, attiva su un territorio comprendente scuole dell’infanzia, primarie, secondarie inferiori e superiori della provincia di Asti, ma anche alcune delle province di Torino e Cuneo, e di cui il Liceo Classico “V. Alfieri” è la scuola capofila, abbiamo ricevuto un finanziamento per rinnovare la nostra biblioteca sia dal punto di vista digitale sia dal punto di vista strutturale.

Ecco che, mentre la Dirigente Scolastica Maria Stella Perrone, la prof.ssa Cinzia Zenzon e il tecnico Luca Rigamonti si sono occupati di rinnovare il sistema di catalogazione dei libri e di gestire prestiti ed eventi comuni alle ventun scuole della Rete, la professoressa Gianna Gandini ha curato il progetto di risistemazione dei locali, con un risultato a diri poco sorprendente! Ora la nostra biblioteca dispone di una sala di accoglienza provvista di due postazioni informatiche destinate ai bibliotecari e di tre sale tematiche: una per la sezione di testi di letteratura (classica, italiana e straniera), una per i testi di filosofia e storia e una per quelli di storia dell’arte. Nella sala più ampia è stato montato un monitor e sono stati inseriti dei tavoli a penisola per la lettura e la consultazione: finalmente dominano i colori e la nostra biblioteca, ultimati i lavori di tinteggiatura e la ricollocazione dei testi, potrà tornare ad essere fruibile a studenti e docenti.

 

Un ringraziamento speciale per tutto il lavoro svolto in questi anni e in particolare in quest’ultimo periodo in cui i libri sono stati trasportati altrove per poter arredare i locali, va al professor Alfredo Poli che, assistito dalla professoressa Giulia Dani e dai ragazzi che si sono alternati per svolgere le attività di PCTO, ha messo ordine nel precedente schedario cartaceo, restaurato libri, spostato materialmente centinaia di testi con la perizia e la passione che sempre mette nel suo lavoro.

 

Grazie alla collaborazione di tutti e alla previdenza della nostra Dirigente che ha saputo vedere le potenzialità della nostra biblioteca, presto anche questi locali della nostra scuola potranno essere vissuti appieno da tutti coloro che frequentano e lavorano nel nostro Istituto.

 

A cura della prof.ssa Cinzia Zenzon