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mercoledì 22 gennaio 2025

Le classi prime del Liceo Classico al Museo Egizio di Torino

Museo Egizio per le classi Prime del Liceo classico: non solo greco, latino, matematica, ma anche geroglifici egiziani per le classi Prime… Poter decifrare alcune piccole strisce di ieratico egiziano, ammirare le favolose maschere funerarie, i sarcofagi, le mummie, comprendere ciò che scrisse Erodoto dell’antico Egitto, visto con gli occhi di un Greco. Un pomeriggio all’interno di uno splendido museo, per arricchire occhi e mente.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

domenica 13 ottobre 2024

Incontro alla Biblioteca del seminario vescovile

Biblioteca del seminario vescovile, mostra "Mondi (im)possibili": venerdì 11 mattinata, le classi I A e IV B del Classico cittadino, in visita alla mostra presso la biblioteca del seminario con i prof.ri Poggio e Tosetti, hanno potuto godere di una lezione di astronomia, fisica e filosofia e si sono persi a seguire il moto dei pianeti, le note musicali, le stelle fisse… Un mare di emozioni dal passato: “L’armonia del mondo da Platone a Newton”, reca il titolo della mostra, ma è ancora di più: incontro con il passato, misteri astronomici e astrologici, nella splendida cornice di una biblioteca speciale… Un sentito ringraziamento alla dott.ssa Debora Ferro, ospite squisita e competente.




A cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

sabato 27 febbraio 2021

Incontro delle classi prime con lo scrittore Fabio Geda

 

24 febbraio 2021: le classi del biennio del Liceo Classico partecipano alla conferenza in remoto con Fabio Geda


La domanda sorge spontanea per coloro che non lo conoscono: chi è?
«Quand’ero alle elementari volevo diventare un contadino, ma i miei genitori mi fecero capire che forse non era il mestiere più adatto a me. Arrivando alla scuola media iniziai ad interessarmi di stelle, pianeti e, dunque, mi iscrissi al liceo scientifico. Durante i cinque anni da liceale venni in contatto con la letteratura italiana e non, appassionandomi al genere del romanzo. Poi ho lavorato per un po’ come educatore nell’ ambito di servizi sociali».
 La mattina del 24 febbraio abbiamo avuto l’onore di incontrare lo scrittore del celebre romanzo Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda. Non è stato facile, inizialmente, per noi studenti rompere il ghiaccio e individuare alcune domande da porgere al nostro ospite; senza dubbio, egli ha saputo saziare la nostra fame di curiosità. Comunque veniamo ai fatti: se è passato dal voler intraprendere la professione di contadino, al voler studiare astrofisica, com’è diventato scrittore?
«La narrazione ha a che fare con l’essere educatore: ero rimasto affascinato dalle storie dei miei ragazzi e così ho smesso di scrivere racconti, scopiazzando dai miei autori preferiti, per mettermi a scrivere determinate storie, per lo più ispirate alle fragilità delle famiglie. Quindi sì, il mio lavoro ha influito in qualche modo sul mio percorso letterario». I grandi artisti, gli illustri musicisti e spesso noi stessi ci domandiamo dove e come trovare l’ispirazione. Omero si affidò alle Muse, ma gli scrittori d’oggi cosa mettono in atto? Egli risponde: «L’ispirazione dura alcuni millesimi di secondo e solitamente non si inizia a scrivere quando si è ispirati: come un falegname la notte pensa al suo futuro progetto, trova l’ispirazione e si metterà poi a lavorare più avanti, lo stesso procedimento segue uno scrittore. Il desiderio di scrivere ti travolge mentre sei sul treno, mentre stai pensando a quella cosa detta dalla signora in coda al supermercato: da qui ha inizio un cortocircuito e l’elaborazione del romanzo stesso. Molte volte ascolto della musica per accendere emozioni dentro di me ed è come se mi immaginassi la colonna sonora del mio libro». «Uno dei libri più articolati e complicati da scrivere è stato Nel mare ci sono i coccodrilli, poiché stavo scrivendo la storia di una persona realmente esistita e che avrebbe poi letto lei stessa», afferma l’autore.

Difficilmente potremmo stare a questo mondo senza l’arte. Ogni genere di arte può far scaturire diverse emozioni in ciascuno di noi: la musica, la pittura, la scultura, la danza e la scrittura. Oggi con Fabio Geda abbiamo avuto l’opportunità di comprendere al meglio cosa sia l’arte: secondo lui l’arte è il tentativo di riportare la bellezza nella vita di tutti i giorni, bellezza che vanta canoni differenti per ogni persona; compito dell’arte è formulare meglio le domande: non ci dice come vivere, ma pone delle domande a noi sul se si viva bene o no.

A cura di Vittoria Pero, classe II A


lunedì 2 marzo 2020

Visita delle Classi Prime al Museo Paleontologico



Il 20 Febbraio le classi Prime del Liceo Classico hanno svolto una visita al Museo Paleontologico, gestito dall'Ente Parco Paleontologico Astigiano e situato nel Palazzo del Michelerio.

La classe I A con la guida


Le classi hanno visitato una parte del Museo con una guida che ha presentato i principali reperti conservati, come lo scheletro di una balenottera ritrovato nell'astigiano.

Dopo la prima parte della visita, in cui hanno approfondito argomenti di paleontologia generale, le classi hanno potuto visitare numerosi reperti fossili di delfini e  balenottere, risalenti all'epoca in cui il territorio dell'Astigiano e il Monferrato erano occupati dal mare tropicale.
Scheletro di balenottera
Vertebre di balenottera

La classe I C con la guida.



Al termine del percorso, le classi hanno potuto osservare un grande acquario che propone la ricostruzione "in vivo" di un fondale marino corallino, come quelli che erano situati circa 20 milioni di anni fa sulle colline torinesi.




La mattinata è stata per gli alunni un modo concreto  di apprendere, prendendo contatto con il nostro territorio, nelle modalità in cui esso appariva diversi milioni di anni fa, prima della comparsa della specie umana. Nonostante le ere geologiche intercorse, il territorio circostante ci "parla" attraverso i suoi fossili e reperti che hanno molto da raccontare e da trasmettere.