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martedì 23 febbraio 2021

Le madri costituenti: PRESENTI all’IIS "V. Alfieri"

Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela M. Guidi Cingolani, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angela Minella, Rina Montagnana Togliatti, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce Longo, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, M. Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio: PRESENTI all’IIS "V. ALFIERI".

La mostra itinerante Le Madri Costituenti, realizzata grazie al Soroptimist club e alla Toponomastica Femminile, ha fatto una sosta, nella mattinata del 23 febbraio 2021, nell’Aula Magna dell’IIS "V. Alfieri". 

Lo spazio della sala - solitamente dedicato a riunioni collegiali di docenti e a lezioni in presenza - si è trasformato in un palcoscenico teatrale, dove gli attori sono andati al di là di un semplice evento inaugurale e hanno portato sulla scena un omaggio a quelle Madri che hanno coraggiosamente contribuito alla nascita della nostra Costituzione.


I pannelli raffiguranti la loro storia e la relativa toponomastica di vie e piazze dedicate alle Madri hanno fatto da sfondo ad un metateatro in cui le voci femminili di alunne del Liceo Artistico, la melodia musicale dell’Inno di Mameli, interpretato e cantato da un’allieva insieme ad una docente, l’analisi di opere d’arte contemporanea condotta da due ragazze dell’Artistico, il video della mostra, narrato da due allievi del Classico si sono fusi, profusi e confusi col pubblico, che ha vissuto lo spettacolo interagendo e si è via via trasformato da spettatore ad attore.

Ognuno ha contribuito con parole e riflessioni, con battiti di mani, con note musicali, con opere grafiche e pittoriche e anche con momenti di commozione a salutare Le Madri Costituenti, che erano lì con noi, con le loro storie e la loro energia di donne; sì erano lì: tutti le abbiamo sentite rispondere PRESENTE, dopo che una voce fuori campo ha sussurrato con rispetto e riconoscenza i loro nomi e cognomi, e quei suoni si sono sparsi nella sala e ci hanno rimandato, inevitabilmente, ad una pagina indelebile della nostra storia.

Grazie a tutti per questa potente lezione di vita, grazie alla Dirigente Maria Stella Perrone, per le importanti parole in apertura e chiusura dell’inaugurazione, grazie alle voci delle Madri Costituenti e delle opere d’arte: Marta Delle Piane della 3F; Gaia Becchio della 4F; Cinzia Ostorero della 4M; Beatrice Rissone ed Elena Rrusho della 5D; Samantha Palermino ed Evelyn Valfrè della 5M; grazie ai docenti referenti alla recitazione: Monica Gatti e Salvatore Pistone. Grazie agli allievi del multimediale, incaricati delle riprese e della fotografia: Gabriele Massarone, Alì El Kaouam, Giada Ferrero, Gaia Correggia della 4M e grazie ai docenti Daniele Talenti e Iolanda Rega, per la diretta su Instagram. Grazie al canto di Domitilla Grungo della 2B e alla voce della docente Maria Maddalena Di Vicino; grazie al docente responsabile degli arrangiamenti musicali, Andrea Passarino; grazie ai docenti esecutori delle opere grafiche e della locandina dell’evento: Andrea Marello e Gabriele Sanzo. Grazie al docente e regista Giuseppe Varlotta, per la realizzazione del video della mostra e grazie agli allievi/narratori del liceo classico, Giulia Mora e Riccardo Glinac, grazie agli organizzatori dell'evento, i docenti Silvia Caronna, Elisabetta De Leonardis, Federico Baglivo e Andrea Marello. Un grande grazie al tecnico della scuola, Luca Rigamonti.

Un grazie speciale va alla dott.ssa Giovanna Cristina Gado, coordinatrice di una mostra che
l’IIS "V. Alfieri" è onorato di ospitare
.



a cura della prof.ssa Elisabetta De Leonardis

venerdì 19 febbraio 2021

Visita alla mostra "Madri Costituenti"


 LE MADRI COSTITUENTI



L’Italia fu uno degli ultimi paesi a concedere il voto alle donne, insieme alla Francia. Il 2 giugno 1946 furono elette per la prima volta 21 donne all’Assemblea incaricata di definire un nuovo assetto democratico e i valori che sono alla base della vita sociale, civile economica e politica della nazione. Tutte queste donne avevano alle spalle storie di impegno sociale e politico e alcune anche esperienze da combattenti, di lotta partigiana, di carcere per attività antifascista, di esilio o di deportazione nei campi di concentramento nazisti.


La partecipazione alla Resistenza cambia la consapevolezza di sé delle donne italiane. Cambia la loro relazione con gli uomini, con i figli e con la dimensione pubblica. Si sentono cittadine e vogliono partecipare alla vita sociale e politica. Vogliono contribuire alla ricostruzione del paese, collaborare al riscatto di quell’Italia distrutta.

Per questi motivi il voto fu una conquista e non una concessione. Fu determinante a questo proposito la mobilitazione di tutte le associazioni femminili per coinvolgere, informare e convincere le donne ad andare a votare. Promossero una propaganda metodica e capillare che risultò molto efficace. Il 2 giugno del 1946 le donne votarono in massa: 12 milioni di donne pari all’89%, costituivano il 53% della popolazione; 11 milioni gli uomini. Le donne diventarono propagandiste, tribune, consigliere, sindaco, costituenti nel mitico 1946.
« Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali. Sembra di essere tornati alle code per l’acqua e per i generi razionati. Abbiamo tutte nel petto un vuoto da giorni d’esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto al nome. Stringiamo le schede come biglietti d’amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra donne e uomini hanno un tono diverso, alla pari».

Le Donne Costituenti furono peculiari interpreti di questo vissuto comune e pur, avendo diverse formazioni culturali, pur essendo orgogliosamente democristiane, socialiste, comuniste, seppero costruire una formidabile alleanza tra di loro per incidere nella formulazione della Costituzione Ciascuna di loro aveva un bagaglio di esperienza politica e sociale formato nella lotta antifascista, acquisito nelle università ma anche attraverso l’esperienza diretta.
Dovevano potersi affermare sulla scena pubblica, nel lavoro, nella cultura portando la loro differenza, senza omologarsi agli uomini; dovevano poter sviluppare tutte le loro capacità, potenzialità e talenti ed essere valutate e selezionate secondo il principio del merito e della competenza. Di qui il grande valore dell’istruzione a partire da un’istruzione di base per tutti e tutte. I valori che orientarono le nostre Costituenti furono:

· il valore della persona

· della pari dignità

· della libertà, della giustizia sociale

· della eguaglianza “di fatto” per garantire a tutti un livello di benessere economico, sociale e culturale.

Libertà deve essere prima di tutto libertà dalla paura e dal bisogno, dalla miseria, ma anche dai pregiudizi e dalle costrizioni sociali. La solidarietà va intesa come ineluttabile dovere di ciascuna persona verso l’altra e inderogabile dovere della Repubblica e delle istituzioni per promuovere i diritti inviolabili della persona.

Contribuirono alla stesura di numerosi articoli della Costituzione, mi riferisco al particolare agli articoli 3, 29, 30, 31, 37, 48, 51, attraverso un lavoro rimasto invisibile per convincere ed orientare i colleghi uomini; avevano un grande senso dell’importanza della missione che loro competeva e nutrivano un profondo rispetto per gli uomini con cui condividevano la loro esperienza, di cui riconoscevano l’autorevolezza con umiltà e gratitudine ma senza farsi intimidire.

Le donne proposero che la pari dignità sociale e l’eguaglianza fossero senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, rammentando quanto fosse diffusa nella cultura ed anche radicata nel nostro ordinamento e nelle condizioni economiche e sociali le discriminazioni verso le donne.

Gli articoli 29-30-31 sulla famiglia stabiliscono che il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità famigliare.
Altrettanto importante l’articolo 30 sul rapporto genitori figli. «E’ dovere e diritto dei genitori, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.» «La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.»

La preoccupazione che muoveva tutte le Costituenti era l’eguaglianza di fatto, la previsione di chiari diritti sociali per migliorare la concreta condizione di vita delle persone. Esse definirono un nuovo welfare, basato sulla distinzione tra previdenza ed assistenza, sulla previsione di una misura economica di tutela per chi è in condizione di disoccupazione, per promuovere il diritto al lavoro, la parità salariale, la conciliazione tra vita lavorativa e vita famigliare: adesso si definisce “funzione famigliare” quella che prima era stata indicata con la formula “missione famigliare”.

Vissero anche delle sconfitte come la bocciatura, dopo un’ampia e significativa discussione, dell’emendamento proposto, sostenuto con convinzione da tutte, che proponeva l’accesso delle donne alla magistratura.
In particolare va ricordato l’impegno delle Costituenti per affermare in modo duraturo e come valore fondante la pace ed una politica estera basata sulla cooperazione tra i popoli, il loro impegno ed il loro convinto sostegno all’articolo 11: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Le donne Costituenti ci hanno lasciato una delle Costituzioni più ricche del mondo.
Hanno saputo interpretare il diventare cittadine delle donne italiane ed i loro progetti di una vita nuova. Hanno lasciato una lezione vivente di bella politica: quella del bene comune, che costruisce alleanze, è coerente ai valori condivisi, costruisce un legame costante con la vita delle persone.

Per questo esse possono e devono essere riconosciute come le Madri autorevoli della nostra Repubblica.

Tutto ciò è raccontato nella mostra “Madri Costituenti”, organizzata da Soroptimist International Club Asti (Presidente Maria Luisa Bagnadentro), in collaborazione con Toponomastica Femminile (Associazione proprietaria della Mostra) e con il coordinamento di Giovanna Cristina Gado (Corrispondente Comitato Consulte e Pari Opportunità di Soroptimist International Club Asti e Socia di Toponomastica Femminile), per far conoscere il fondamentale contributo delle donne alla stesura e all’approvazione della Costituzione della Repubblica Italiana.

Tale mostra, presente nel nostro Istituto dal 9 al 28 febbraio, è stata visitata secondo un calendario elaborato dalla Dirigente, la Professoressa Maria Stella Perrone, in modo che tutte le classi potessero a turno e nel rispetto delle norme del protocollo COVID-19 apprezzare i documenti e la storia di queste donne che hanno collaborato alla stesura della Costituzione Italiana.



Fonti e riferimenti: articolo online de “Il Messaggero” alla voce “Madri Costituenti”

“Le madri della Repubblica”- Fondazione Nilde Iotti

A cura della prof.ssa Maria Rosa Poggio, in visita alla mostra con la classe III C