lunedì 30 maggio 2022

IL LICEO CLASSICO "V. ALFIERI" DI ASTI PARTECIPA ALLA NOTTE NAZIONALE DEL CLASSICO: ENTUSISAMO DEI PARTECIPANTI E DEL PUBBLICO

 Si è svolta venerdì 6 Maggio, dalle 18 alle 24, l’ottava edizione della iniziativa “Notte nazionale del Liceo Classico” che ha visto per la prima volta l’adesione del Liceo Classico “V. Alfieri” di Asti, insieme ad altri 327 Licei Classici di tutta Italia.

Gli studenti hanno dato vita a una perfomance applauditissima che li  ha visti esibirsi nell’Aula Magna dell’Istituto, davanti a un pubblico esterno che ha partecipato alla serata: hanno realizzato un breve spettacolo dedicato alla lettura ed esecuzione musicale e canora di classici della poesia greca, Saffo e Catullo, e alla lettura di poeti moderni, sul tema unificatore delle “stelle e la luna”, già celebrate in un frammento della poetessa greca; lo spettacolo è stato concluso da una lezione del prof. Ferrero sul cielo astronomico della serata e da una piccola presentazione scientifico-filosofica della storia dell’ astrologia. 

Il gruppo di studenti e docenti in Aula Magna
 La serata è stata accompagnata da tre musicisti di  eccezione, Leonardo Zaccarelli, che ha accompagnato all’arpa alcune letture e canti, ed eseguito una sua composizione originale ispirata a Saffo cantata da Francesca Amerio Bosticco, Paolo Destefanis che con le compagne Francesca Irace e Sara Zuccherino ha cantato "L'Ode della gelosia" nel testo latino di Catullo e greco di Saffo, e infine Pietro Verna, che ha dato prova di grande talento eseguendo sonate di Debussy e Beethoven, corredate dalla danza di Rebecca Bona, ma anche di autori moderni, come Sinatra, Buscaglione e ha accompagnato per finire l’esecuzione musicale di canzoni americane degli anni ‘20 e ‘30 (“Sturdust” di Carmichael e “Stars fell on Alabama” di Perkins) cantate dal prof. Flavio Tosetti.

L'esibizione di  Leonardo Zaccarelli e Francesca Amerio Bosticco si può vedere e ascoltare a questo link,
mentre quella di Paolo Destefanis, Francesca Irace e Sara Zuccherino è inserita in questo link.
Qui
invece chi fosse interessato può vedere tutta la prima parte della serata.


Pietro Verna e il prof. Flavio Tosetti  
E’ lo stesso professor Tosetti a dire che la serata è stata “una bellissima festa. Personalmente posso dire che cantare accompagnato al pianoforte da un mio alunno è stata un'esperienza nuova per me”, e aggiunge che “questi momenti, nei quali sono i ragazzi a presentare i risultati delle loro ricerche, dovrebbero essere più frequenti nella nostra scuola perché gli studenti rivelano le proprie reali potenzialità quando hanno la possibilità di parlare di quello che gli piace e di ciò che amano”. Inoltre, dichiara il professore, la serata è stata “un'occasione per tornare a stare insieme dopo la pandemia, ma anche per abbattere le barriere che dividono insegnanti e alunni, soprattutto quando possono collaborare nella realizzazione di qualcosa. È molto interessante l'atmosfera che si crea, specialmente nel backstage delle esibizioni, dove nasce un'intesa speciale tra i partecipanti.”

Dopo la forzata chiusura determinata dalla pandemia, gli studenti hanno finalmente avuto modo di dare prova del proprio talento, trasferendo lo studio dai libri e dalle aule in un momento collettivo di creazioni originali e di bellezza artistica, in cui hanno collaborato con grande affiatamento per dimostrare la propria vitalità e talento; grande successo ha riscosso l’esibizione, anche in questo caso su musiche originali da loro stessi composte, di Paolo Destefanis e Francesca Irace che hanno cantato l’ “Ode della gelosia” con testo latino di Catullo e greco di Saffo: l’esibizione ha meritato il bis richiesto a gran voce dal pubblico.



Leonardo Zaccarelli in un momento della serata

Paolo Destefanis e Francesca Irace

Rebecca Bona si esibisce nella danza














Tanti i momenti indimenticabili della serata: dopo la prima parte in Aula Magna, i ragazzi hanno continuato nelle aule le loro piccole conferenze e presentato lavori svolti nelle classi, piccoli testi da loro scritti e letture di classici in italiano e inglese: si sono alternate, davanti a un pubblico attento alle loro spiegazioni, letture dall’Antigone di Sofocle e dalla Ismene di Ritsos, presentazioni di tragedie greche come Alcesti, presentazioni di racconti della Yourcenar, recite di poeti inglesi come Shakespeare e Owen, ricerche su temi della letteratura medievale come “La favola del cuore mangiato”, letture a più voci del racconto “Katharsis” di Elisa Pavese, vincitrice del concorso internazionale “Uno nessuno e centomila” di Agrigento;


Foto acquisita
Laura Calosso nella biblioteca del Liceo
                 
Il prof. Gerbo nel laboratorio di fisica















contemporaneamente, nella biblioteca dell’Istituto la scrittrice Laura Calosso ha presentato il suo libro “Due fiocchi di neve uguali” dedicato al fenomeno degli hikikomori e i laboratori di fisica sono stati resi accessibili al pubblico dai docenti Carla Cisero e Davide Gerbo, che hanno presentato alcune macchine elettrostatiche. Abbiamo chiesto al prof. Gerbo: "Com'è stato esibire delle dimostrazioni di fisica nella notte in cui si celebra invece il mondo classico e tutte le sue sfaccettature?". Ci ha risposto: “lo studio della fisica è partito dai fenomeni già osservati nell'antica Grecia e inoltre tutti i nostri esperimenti portano dentro alcune parole di origine greca. Diciamo che le due cose sono connesse, ecco.”

La lunga serata si è conclusa con una replica dello spettacolo “Viaggio tra le stelle in musica e poesia” e infine con la lettura, svolta in contemporanea in tutti i Licei Classici d’Italia, di un brano delle “Dionisiache” del poeta greco Nonno di Panopoli, magistralmente eseguita da Carlotta Rocatti ed Elisa Pavese.

Abbiamo voluto intervistare brevemente gli studenti stessi che hanno animato la serata con la loro voglia di mettersi in gioco e con il loro entusiasmo creativo, e ora fanno un bilancio dell’iniziativa: Giorgia Bona con le sue compagne Matilde Vignale, Francesca Viarengo ed Elisa Pavese, della classe 3B, sottolineano: “l’esperienza  è stata una bella opportunità per mostrare la scuola anche agli esterni e ci ha permesso di riunirci e sviluppare un senso di appartenenza; inoltre è stato un bel modo di diffondere e sperimentare il contatto con l’arte, la letteratura, la musica e la poesia, soprattutto dopo tanto tempo di reclusione e di solitudine generalizzata, utilissima per mettersi in gioco e per dare voce alle proprie capacità e metterle anche a disposizione degli altri.”

Con loro concordano i ragazzi della classe 5B, Carlotta Rocatti, Leonardo Zaccarelli, Francesca Fabris, Agnese Pagliarino e Rebecca Bona, che dichiarano: “siamo felici di aver potuto condividere le nostre passioni e di aver anche potuto conoscerci meglio, collaborando a un progetto comune in cui ognuno ha potuto mettere in luce le proprie capacità e aiutare i compagni ad esprimere se stessi con la stessa vitalità e gioia, insomma la serata è stata davvero un bel coronamento dei cinque anni di liceo”.

Virginia, Rebecca, Martina e Chiara


Di grande efficacia anche il contributo delle quattro presentatrici, Rebecca Tullo, Virginia Torchio, Chiara Ferrero e Martina Molon, che hanno seguito le prove, condiviso nel backstage la tensione dei compagni prima della loro esibizione e infine illustrato al pubblico il programma della serata, introducendo i pezzi musicali e i testi degli autori letti. Anche loro concordano nel lasciarci un giudizio di grande soddisfazione: “È stata una splendida serata, in cui abbiamo avuto l’opportunità di introdurre le esibizioni dei nostri compagni. Quello che ha reso ancora più incredibile l’esperienza è stato l’ambiente che si è creato fra noi partecipanti, che ha permesso che il tempo trascorso fosse vissuto in modo indimenticabile.”





Dello stesso parere è stato il pubblico che ha accompagnato e sostenuto gli studenti anche oltre l’orario di chiusura della manifestazione. Come dice la dirigente Stella Perrone, “nessuno voleva abbandonare tanta bellezza”.

Filippo Bochicchio, Tommaso Papi, Denise Gaiot, Alessia Dante


domenica 1 maggio 2022

L'impegno degli studenti del Liceo Classico Alfieri per il FAI

 

Apprendisti Ciceroni alle giornate di primavera


L’organizzazione del Fondo Ambiente Italiano, meglio conosciuta come FAI, ha organizzato anche quest’anno “le giornate di primavera”, tra il 26 e il 27 Marzo.

L’attività principale del FAI è prendersi cura dei luoghi meravigliosi che ha ricevuto in donazione, in eredità o che sono stati concessi in gestione: si tratta di luoghi naturali come boschi, coste, parchi e giardini, ma anche di luoghi di grande importanza storica come castelli, teatri, ville e abbazie, ma anche piccoli beni particolarmente rilevanti per specifiche storie.

Il fondo ambiente italiano si impegna nel tutelare questi luoghi, ma anche nel farli conoscere ai turisti; è a questo fine che sono nate le giornate di primavera sopra menzionate.

Si tratta della trentesima edizione di questo evento, che in questa occasione ha visto l’apertura di oltre 700 beni FAI in 400 località diverse; tra questi luoghi anche la città di Asti ha partecipato, presentando l’interessante storia dei suoi teatri, presenti e scomparsi.

La città ha accolto turisti, ma anche cittadini, desiderosi di scoprire il patrimonio culturale astigiano e di impararne la storia; è stato subito chiaro che molte persone, nate e cresciute ad Asti, non erano a conoscenza a volte nemmeno della presenza di alcuni teatri.

I turisti sono stati numerosi soprattutto al teatro Alfieri, il centro indiscusso dell’attività culturale astigiana, ed edificio di gran pregio dal punto di vista artistico.

A presentare orgogliosamente i teatri sono stati gli apprendisti ciceroni del Liceo Classico Vittorio Alfieri: la voce “apprendisti ciceroni” sta ad indicare i ragazzi partecipanti a un progetto di formazione istituito dal Fondo Ambiente Italiano nel 1996 e cresciuto nel tempo, fino ad arrivare a coinvolgere oltre 50.000 studenti ogni anno; nel corso di questo progetto i ragazzi hanno avuto l’occasione di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio di arte e natura del proprio territorio, guadagnando ore spendibili per il PCTO.

Le neo guide turistiche dopo un impegnativo corso sono state in grado di accompagnare i visitatori alla scoperta del Teatro Politeama, della Casa del Teatro Tre, dello Spazio Kor e del Teatro Alfieri.

A parere di tutti i ragazzi si è trattato di un’esperienza profondamente formativa: diventare apprendisti ciceroni si è dimostrata un’occasione per migliorare le proprie capacità espositive, ma soprattutto per sentirsi parte della vita culturale cittadina, comprendendo come la nostra città debba essere maggiormente apprezzata e valorizzata anche dal punto di vista del turismo.

                                                                                                                         Giorgia Ferraro, classe III A

 

                                                                                                                                               

 

venerdì 15 aprile 2022

INTERVISTA A ELISA PAVESE, CLASSE 3B, VINCITRICE DEL PREMIO "STRADA DEGLI SCRITTORI" AL CONCORSO INTERNAZIONALE "UNO, NESSUNO E CENTOMILA" DI AGRIGENTO

 

La studentessa della classe 3B del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Asti Elisa Pavese ha scalato la classifica, arrivando prima,  con il copione teatrale Kàtharsis, nella sezione Sostenibilità e Strada degli Scrittori, al concorso internazionale Uno Nessuno e Centomila di Agrigento, riservato alla riscrittura drammaturgica di novelle dell'autore siciliano o a brevi rappresentazioni teatrali ispirate alle sue opere.


Per i finalisti, arrivati da tutto il mondo (hanno partecipato 248 scuole di 17 nazioni), la giornalista Annamaria Scicolone e l’avvocato Vincenzo Camilleri hanno organizzato dal 4 all’8 Aprile una settimana di workshop teatrali e visite guidate per Agrigento. Elisa ha tratto il suo scritto dall’ultima parte della novella Lo scialle nero, nel momento in cui la protagonista Eleonora è sul punto di togliersi la vita per sottrarsi all’obbligato matrimonio con Gerlando. Nell’attimo precedente al suicidio, dialoga con la propria coscienza sulla possibilità di liberarsi da una vita infelice, ed esprime a Gerlando l’irriducibile differenza tra pensiero femminile e pensiero maschile, sottolineando come l’uomo voglia ottenere il possesso fisico del corpo femminile ma resti estraneo alla comprensione del suo animo.
La premiazione si è svolta l’8 Aprile, nel teatro di Agrigento che porta il nome dello scrittore.


Elisa ha raccontato la sua esperienza nella pagina web disponibile a questo link, che invitiamo tutti a leggere




Elisa e la prof.ssa Sara Bianco sul palco del Teatro Pirandello, durante la premiazione


Qui riportiamo una intervista che abbiamo realizzato al suo ritorno in classe:

Come ci si sente a essere protagonisti del palco e a rappresentare una propria opera? Ne sei orgogliosa?

Attraversare il corridoio al centro della platea, salire sui gradini prima del proscenio e possedere il palco suscita emozioni indescrivibili, che riempiono il petto e fanno respirare profumo di vita. Vedere realizzato ciò che si è solo pensato e scritto in un momento buio della propria vita, trattando temi oscuri, rende luce e genera un fuoco vitale che non pensavo potesse esistere. Ho dato voce così a personaggi pirandelliani che di voce non ne avevano, restituendo loro dignità. È stato l’unico momento della mia vita in cui ho sentito di avere il pieno controllo di me stessa, dei miei pensieri, del mio corpo e degli spazi circostanti, avendo completamente l’arbitrio delle scelte e delle psicologie a cui ho dato nome. Il palco e il teatro permettono di essere un dio in miniatura ma allo stesso tempo di dover venerare e dover rispettare in modo sublime l’eleganza e l’elevatezza dei personaggi.

Come sei venuta a conoscenza del concorso Uno, Nessuno e Centomila? Sei contenta di aver partecipato?

Sono venuta a conoscenza del concorso attraverso la mia docente di lettere e greco antico, la professoressa Levati, e le sono grata di avermi proposto quest’opportunità, perché inizialmente ho potuto personificare i miei pensieri a braccetto con Pirandello e successivamente ho potuto sperimentare esperienze che mi hanno dato la possibilità di avere prospettive e visioni diverse del mondo.

Ti hanno segnata le sensazioni di quando sei arrivata ad Agrigento?

Impressi nella mia mente ci sono ancora i profumi, le bellezze direi quasi trascendentali, gli aromi e il mio cuore scalpitare alla visione di tale bellezza. Queste maestosità sono un quadro ottocentesco del Romanticismo incarnate in un paesaggio goffo ma peculiare, quale quello siciliano.

Tra i tanti luoghi che hai visitato, quale ti è rimasto più nel cuore?

Uno dei luoghi che mi ha affascinato di più è stata la Valle dei Templi, per l’armonia creatasi tra la luce calda del sole e l’odore della vita vissuta e faticata, però in primo luogo mi è rimasta impressa la tomba di Pirandello, luogo in cui ho percepito un’energia peculiare, quasi come un fil rouge tra me e l’autore novecentesco, tanto che quando ho appoggiato la mano della corteccia del pino sotto cui è nato mi sono trovata un pezzetto di legno e l’ho calorosamente tenuto, come fosse la nostra reliquia di collegamento.

Come hai trascorso le giornate durante questa tua esperienza?

La settimana ad Agrigento è stata un’occasione per partecipare a laboratori teatrali tenuti dal regista e attore Marco Savatteri, dal coreografo Gabriel Glorioso e dalla performer Chiara Lo Faso, visite a Musei diocesani e alla Biblioteca lucchesiana, oltre a essere stati alla Scala dei Turchi e al Porto Empedocle, dopo la giornata alla Valle dei Templi.

Com'erano strutturati i laboratori?

Durate i laboratori abbiamo avuto la possibilità di avere maggior cognizione della percezione del nostro corpo nello spazio e nel tempo, acquisendo in questo modo controllo anche sui nostri movimenti in relazione agli altri, prerequisiti fondamentali per un teatrante. Dopo diverse attività siamo giunti alla cognizione delle modalità in cui migliorare l’effetto vocale attraverso una diversa articolazione delle parole e come amplificare la voce utilizzando solamente il nostro stesso corpo.

Hai avuto la possibilità di fare nuove conoscenze?

Durante questa settimana ho conosciuto persone di diverse nazionalità con cui mi sono tenuta in contatto e ho avuto modo di mettere in gioco e alla prova le mie conoscenze linguistiche, oltre alla necessità di adattarmi a diverse situazioni incontrando culture diverse dalla mia.


Francesca Colasuonno  (classe 3B) ha intervistato la sua compagna Elisa Pavese

martedì 5 aprile 2022

Studentessa del Liceo Classico selezionata per la scuola Prime Minister

 

Klea Metaliu selezionata per la scuola Prime Minister



La studentessa della classe 5B del Liceo Classico Klea Metaliu è stata selezionata a partecipare alla scuola di attivismo e politica Prime Minister, rivolta a ragazze di età compresa tra i 14 e i 19 anni allo scopo di formare giovani donne che possano essere consapevoli delle loro capacità e diventare agenti di cambiamento nelle loro comunità locali, nazionali e internazionali. La scuola punta alla formazione in termini di conoscenze, competenze, empowerment e di networking con il supporto di professioniste, influencer e studiose per porre rimedio al gender pay gap e alla ancor minoritaria presenza di donne nei ruoli manageriali. L’edizione del 2021-2022 prevede dieci incontri (un sabato al mese) in presenza o online (a seconda dell’evoluzione della situazione di emergenza) con simulazioni, testimonianze, approfondimenti e restituzioni in pubblico.


La nostra studentessa è stata selezionata in base alla compilazione di un form online in cui le è stato chiesto di motivare la sua decisione di prendere parte a questo progetto. Klea ha dichiarato: «Il motivo principale che mi ha spinto a candidarmi alla partecipazione a tale scuola è cercare di affermare maggiormente il ruolo della donna all’interno della politica italiana. Nel corso degli anni abbiamo assistito alla schiacciante affermazione degli uomini sulle donne, che sono state sottovalutate al punto da esserne diventate l’ombra». Attraverso la scuola Prime Minister, afferma ancora Klea, «ogni studentessa a cui verrà data la possibilità di partecipare potrà riaffermare il proprio essere donna attraverso i valori in cui crede e le sue qualità». La nostra studentessa nel corso del suo percorso scolastico ha partecipato al concorso “Diventiamo cittadini europei” vincendolo nel 2019 con un tema che aveva al centro proprio la figura della donna nell’UE. Inoltre è sempre stata interessata alla politica e al diritto, motivo per cui frequenterà, a partire dal prossimo anno, la facoltà di Giurisprudenza.

a cura della prof.ssa Cinzia Zenzon


lunedì 21 marzo 2022

Riflessioni di una ginnasiale tra guerra e pandemia



L’adolescenza in crisi si racconta agli adulti

Il confronto con i propri docenti e i compagni, lo sportello di ascolto e un laboratorio di teatro classico ci aiutano a riflettere su come stiamo


Sono una ragazza di 15 anni e frequento il primo anno del liceo classico. Premetto che ho la fortuna di studiare in un contesto sereno, in cui non sono trattata come un numero sul registro elettronico, ma come una persona, con i miei punti di forza e le debolezze che tutti abbiamo e che nell’Istituto che frequento sono affrontate a più livelli: a lezione, con docenti e compagni; in ore dedicate a un laboratorio di teatro classico; o in incontri individuali con una psicologa, messa a disposizione dalla scuola stessa. Ma veniamo a me. Trascorro una vita in salute, con una casa, una famiglia che mi dà amore e mi vizia, amici fedeli e numerosi sogni e passioni. All’apparenza può sembrare una vita felice, che ogni adolescente deve e si aspetta di vivere. Tuttavia, non tutto è come sembra. Da ricerche condotte a scuola sul tema “Come cresce un bambino nel nostro secolo” ho trovato che 86 milioni di ragazzi tra i 15 e i 19 anni e 80 milioni tra i 10 e i 14 soffrono di ansia e depressione. Spesso mi sento dire: “la vostra generazione ha solo ansie e preoccupazioni derivanti da sciocchezze” oppure “ai miei tempi era tutto molto più difficile, ma eravamo felici”. Queste affermazioni mi hanno fatto riflettere e cercherò di parlarne a partire dalla mia esperienza: l’esperienza di una ragazza che sta ancora crescendo, ma che è già abbastanza matura per riflettere su se stessa. Parto dalla considerazione che l’ansia o qualsiasi disagio psicologico che un ragazzo possa vivere sicuramente si basano su eventi che lo hanno particolarmente segnato nel passato o che lo tormentano nel presente. Due esempi che potrebbero accomunare tutti i giovani, cui hanno causato, e causano, disturbi a più livelli, sono la pandemia legata al Covid 19 e la guerra in Ucraina. La prima ha costretto noi adolescenti, che solitamente amiamo stare in compagnia e uscire per qualunque pretesto, a isolarci, senza alcun contatto con la società, e spesso neppure con la stessa famiglia, se non per necessità essenziali. A questa situazione, nel mio caso, se ne sono aggiunte altre, personali, che, purtroppo, mi hanno fatto sperimentare cosa significhi avere attacchi di panico. Se lo dovessi spiegare brevemente, direi che può avvenire in qualsiasi momento, anche se si è pienamente felici, e che si sente un vuoto indescrivibile, come se in pochissimo tempo ci si trovasse sulla cima di un’alta rupe e non si sentissero più i piedi toccare terra. In momenti come questi non si ha più il controllo di sé stessi. Se si riflette, vivere uno stato d’animo del genere durante l’adolescenza, quando la mente si forma ed è colta da pensieri di ogni genere anche in un contesto di normalità, è tutt’altro che semplice. Quando poi ci illudevamo che presto sarebbe comparsa la luce in fondo al tunnel, ecco la guerra. Al momento lontana da noi, certo, ma solo nello spazio, perché in realtà è già entrata nelle nostre vite, dalle drammatiche immagini di morte e sofferenza all’incertezza economica che tocca tutti noi, delineando un futuro tutt’altro che roseo. Io mi ritengo una persona volenterosa, piena di aspirazioni e che pretende da e per se stessa sempre il meglio, cosa che per fortuna accade anche a molti dei miei amici. Ebbene, ciò, paradossalmente, in un momento come questo, va ad alimentare molte insicurezze, specie a scuola, nel mio caso il liceo classico. Dai miei 15 anni ciò che tutti, giustamente, si attendono è che la lo studio sia l’impegno prevalente, cui dedicare la maggior parte delle energie. Anche su questo concordo, perché l’indirizzo che ho intrapreso mi appassiona davvero, ma, dopo mesi di DAD, ho instaurato con la scuola, e come me la maggior parte dei giovani, un rapporto di amore e odio. Ottengo sempre risultati molto buoni, ma ogni volta non ne sono pienamente soddisfatta perché, al momento di un’interrogazione o di una verifica, sono più tesa di ciò che si dovrebbe intendere per “persona tesa”. Spesso piango senza una ragione ed è in quei momenti che dubito del mio futuro perché ho l’impressione che gli adulti pretendano da noi adolescenti sempre il massimo, giudicando semplici “paranoie” la nostra reale inquietudine. In realtà, a essere irragionevole, a mio avviso, è il loro atteggiamento, se non di tutti, di molti, che, sottovalutando le nostre ansie e paure, ci costringe o a trattenerle, reprimendole, o a fingere di averle superate. Ma se i nostri disagi e interrogativi (sul futuro, sull’identità, per citarne solo alcuni) non vengono esternati e affrontati ora, quando potremo farlo? Forse quando sarà troppo tardi. Così, solo trovando il coraggio di parlare e condividere con gli altri i nostri sentimenti, saremo davvero noi stessi. A tal proposito, proprio tra i banchi del liceo ho imparato che nella società omerica, detta della “vergogna” (oggi diremmo del “timore del giudizio degli altri”), accade lo stesso ad Achille, nell’Iliade, quando, ucciso Patroclo da parte di Ettore, addolorato, piange e si dispera. E’ forse “meno uomo”? Direi il contrario. Con le debite differenze, ma anche molti punti di contatto, come Achille decide, dopo aver manifestato la sua disperazione, di tornare a combattere, così noi giovani, usciti dal “mondo” virtuale o di solitudine in cui ci siamo chiusi per sopravvivere, solo parlando, perché ascoltati, potremo iniziare un percorso coraggioso per affrontare le nostre debolezze. Un altro esempio classico di quanto sia pericoloso reprimere il proprio inconscio e la propria interiorità ci è fornito dalle Baccanti di Euripide. Dioniso, giunto a Tebe, condanna le sorelle della madre Semele, perché non hanno creduto alla sua natura divina, alla follia (“menadi”, in greco, da mania, “follia”) e Penteo, figlio di una di loro (Agave), a essere squartato proprio dalla madre, che vede in lui un leone. Al ritorno alla coscienza la scoperta dell’atroce delitto. Che cosa sarebbe accaduto se la potenza di Dioniso fosse stata accettata, rispetto alla razionalità, come “l’altra” realtà, non dannosa, a meno che non venga soffocata? Probabilmente né Penteo né Agave sarebbero stati vittime del dio, ma avrebbero imparato a convivere con lui, come l’indovino Tiresia e il re Cadmo, che, sempre nella tragedia, saggiamente, accolgono Dioniso e sono disposti, danzando, pur vecchi, a mettersi in discussione. Vorrei riuscire a far comprendere agli adulti, così, che né io né i giovani come me inventiamo malesseri immaginari. Forse potremmo fingere se il mondo attorno a noi fosse solo a colori, ma quanto è accaduto per il Covid in tutto il mondo e accade, oggi, in Ucraina, a tanti miei coetanei, dimostra il contrario. E proprio pensando a loro, e alla tragedia quotidiana che stanno vivendo, concludo questi miei pensieri ringraziando il mio liceo per avermi dato l’opportunità e gli strumenti per esprimere quello che ho dentro. E’ proprio l’ascolto ciò di cui io e i miei coetanei abbiamo bisogno.

a cura di Giulia Porta, classe IA




lunedì 14 marzo 2022

Un tam tam di solidarietà per l'Ucraina

Locandina dell'IIS "V. Alfieri"

All’IIS "V. Alfieri" di Asti è partita in questi giorni e si è conclusa – almeno in questa prima fase – la raccolta di beni di prima necessità a favore dei profughi dell’Ucraina. La Dirigente Maria Stella Perrone, tutti i docenti, il personale ATA, il personale delle segreterie e tante famiglie di allievi hanno raccolto cibo, pannolini per bambini, crocchette per cani e gatti, vestiti, coperte, ovvero tutti quei generi di beni che sono indispensabili a chi sta subendo bombardamenti e distruzioni delle proprie case, delle scuole, degli ospedali e del proprio Paese perché la guerra, ancora una volta, la sta facendo da padrona.

E gli allievi della scuola, basiti di fronte a notizie e immagini di un conflitto anche social, basiti di fronte a dichiarazioni da parte di chi è al vertice del potere hanno chiesto: ma la pandemia non ci ha insegnato nulla? perché l’uomo si ostina a credersi invincibile e pone se stesso al centro del mondo?

La raccolta all'Istituto Sella
E così, tra tante domande che non sempre trovano risposte rassicuranti, quei volti ancora nascosti dietro alle mascherine che tolgono il respiro, si sono tirati su le maniche, hanno raccolto, selezionato, diviso per generi e riempito scatoloni, scocciato ed etichettato, a dire: noi ci siamo, vi pensiamo, anche se siete lontani, vi vediamo sui social e in TV, soffriamo con voi e per voi, e vi doniamo.

Il dono diventa virale e così la scuola, luogo di educazione alla cittadinanza, luogo di condivisione e di dialogo, dona, nella speranza di alleviare dolori e nella certezza che quel cibo e quelle calde coperte caricate su camion pronti a varcare confini e attraversare Nazioni, porti conforto, non solo fisico, ma anche nel cuore di chi soffre, mentre il nostro, di cuore, batte anche per loro. Il dolore della guerra supera qualsiasi disciplina scolastica e unisce allievi e docenti in una riflessione profonda che ha come obiettivo la solidarietà verso chi ha perso tutto, ma non il nostro piccolo aiuto.


a cura dei proff. Baglivo, Caronna, De Leonardis, Galanzino

giovedì 10 marzo 2022

Intervento della prof.ssa G. Bucci

 Lezione della prof.ssa Giovanna Bucci nell'ambito del corso di Archeologia


Nell'ambito delle Classi Aperte, indirizzo Artistico Archeologico, Lunedì 28 Marzo, dalle ore 8,00 alle ore 8,45, la Prof. ssa Giovanna Bucci (Università di Padova –Laboratorio di Archeologia Subacquea; Responsabile nazionale della Confederazione mondiale delle attività subacquee) terrà una lezione dal titolo “Introduzione all'archeologia subacquea”.



A cura del prof. Diego Peirano