giovedì 10 dicembre 2020

L'Istituto "V. Alfieri" paladino dell'inclusione

I. I. S. “V. Alfieri”: inclusione e innovazione per una scelta di qualità e benessere 


Senza dubbio, più di ogni altra scelta, quella della scuola superiore si fonda sul tipo di indirizzo che risponda alle proprie passioni, inclinazioni e aspettative per il futuro. 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

Le domande che, tuttavia, i giovani allievi delle medie si pongono, o vengono poste loro dai docenti o dalle famiglie, riguardano di solito l’essere o meno all’altezza delle “pretese” dell’istituto che sceglieranno: “Ti piace davvero la matematica? Riuscirò nelle lingue straniere? Non sarà troppo difficile il greco? Ma credi basti disegnare bene? Avrò la costanza di studiare tanto? Ti vedi realmente a frequentare ragioneria? La filosofia non sarà troppo complessa?”. E, come queste, tante altre. Non ultime, quelle sulla possibilità di conciliare lo studio con i propri hobby, con l’ansia che la rinuncia sia inevitabile (“Dovrò smettere di...”). 

Interrogativi certo legittimi, ma alla cui base c’è però un errore di fondo: chiedersi soltanto se si sia preparati o portati per un certo percorso scolastico senza domandarsi se la scuola superiore cui si ha in mente di iscriversi sappia metterci nelle condizioni di realizzarci non solo come studenti, ma anche come persone, senza pregiudizi, nel rispetto delle nostre caratteristiche individuali. 

Cosa significa questo? Abbassare il tiro per agevolare tutti? “Allestire vetrine accattivanti” in modo da conquistare anche gli studenti meno convinti? No di certo. 
Foto di Pete Linforth da Pixabay 


Per capire cosa si intende basti una metafora: un castello arroccato su una rupe scoscesa e impraticabile è certo una meta ambita da molti, ma l’assenza di una strada che vi conduca dimezzerà il numero di chi potrà raggiungerlo. Se poi il pendio che porta al suo ingresso è una parete strapiombante, escluso qualche alpinista, nessuno potrà mai goderne le bellezze. 

Ciò che è raro, prezioso e difficile da raggiungere, penserà qualcuno, vale di più di quanto è alla portata di tutti. 

Se questo, certo, può valere per una cima dolomitica, non vale per l’istruzione e la formazione, specie degli adolescenti, su cui poggia il futuro di un Paese cui davvero stia a cuore l’educazione: “tirar fuori” il meglio da ogni studente, certo senza escluderne l’impegno, che dovrà essere consapevole. 

Una scuola al passo coi tempi dovrà, quindi, ragionare su come condurre all’obiettivo finale i propri giovani, cucendo su ognuno di loro percorsi scolastici che tengano realmente conto delle peculiarità che li caratterizzano e valorizzando la diversità: solo in questo modo, per tornare alla metafora di prima, raggiungeranno il castello non solo gli alpinisti, ma anche gli escursionisti esperti, gli appassionati di montagna e chi, pur digiuno di trekking, si sforzerà comunque di conquistare la meta. Il “castello”, diversificando gli accessi, sarà così a disposizione di tutti quanti, con forza di volontà, si badi bene, vorranno guadagnarselo: ecco lo spirito inclusivo. 

Ebbene, della messa in atto di strategie simili l’ I. I. S. “V. Alfieri”, nelle sue tre sezioni di Istituto Professionale, Liceo Artistico e Liceo Classico, fa con orgoglio una questione di principio. 

Intanto, partendo dal presupposto che la crescita degli allievi passi anche attraverso l’opportunità di trovare risposte agli interrogativi più pressanti che l’adolescenza pone (la scoperta di sé, degli altri, delle proprie emozioni etc.), l’Istituto mette a disposizione un supporto psicologico interno alla scuola, nella prospettiva di un prossimo progetto volto ad assistere non solo gli studenti, ma anche i docenti e le famiglie, nella consapevolezza del ruolo delicato che spetta sia ai primi sia alle seconde. 

Rientrano in questi interventi inclusivi anche percorsi legati all’educazione alla salute, all’affettività, alla lotta contro il bullismo e il cyberbullismo, all’uso consapevole della Rete, alla realtà del mondo L. G. B. T., e altri ancora, in sinergia con scuole, enti, associazioni e istituzioni provinciali, regionali e nazionali, anche sfruttando tutte le potenzialità di diffusione e condivisione di informazioni offerte dal web (blog, video conferenze etc.). 

Inoltre, in un ambito più marcatamente didattico, l’Istituto si prefigge una formazione continua non solo dei docenti, ma anche degli studenti e delle loro famiglie, per un uso sempre più consapevole delle tecnologie, in parallelo con la didattica in presenza, che resta il fulcro imprescindibile del processo educativo, ma che trova nel digitale un ausilio sempre più valido, oltre che necessario: a scuola, dunque, ma con la dotazione e formazione tecnologica opportuna. 

A questo si lega la particolare attenzione prestata anche alle nuove metodologie didattiche che supportino non solo gli studenti con D. S. A. (disturbi specifici di apprendimento), disabilità o altri B. E. S. (bisogni educativi speciali), ma in generale tutti gli allievi, in funzione dei diversi stili di apprendimento che li caratterizzano. 

In questo modo, accanto alla lezione frontale, si sperimentano, a seconda dei contesti, l’apprendimento cooperativo, la classe ribaltata, l’educazione tra pari e altri approcci innovativi alla didattica che servano per porre davvero al centro lo studente come parte attiva della propria crescita. 

Adattare, quindi, la didattica agli studenti, perché diano il meglio di sé: questa è la sfida. 

A distanza di secoli, la citazione terenziana homo sum, humani nihil a me alienum puto (“sono un uomo e non ritengo estraneo a me niente che sia umano”) rappresenta per l’I. I. S. “V. Alfieri” la scelta eticamente e pedagogicamente più valida perché si faccia vera scuola.

 A cura di Carlo Bavastro

 

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