domenica 17 maggio 2026

Menzione speciale per uno studente del Liceo classico al concorso nazionale "Il canto di Melpomene"

 Filippo Lazzarato conquista Rieti con una rivisitazione della commedia Le rane di Aristofane



Sabato 9 maggio 2026 ha avuto luogo a Rieti la premiazione della prima edizione del Premio letterario "Il canto di Melpomene" che rende omaggio al docente reatino di Lettere Classiche Sergio Carmesini ed è dedicato alla traduzione e riscrittura di testi del teatro antico greco e latino. Dopo la selezione di venti lavori da parte della commissione tecnica composta dai docenti Laura Pepe (Università degli Studi di Milano), Andrea Marcucci (Sapienza Università di Roma), Pasquale Guerra (Liceo classico Mariotti di Perugia) e dall'attore e regista Christian Poggioni, si è conclusa nel salone di rappresentanza della Prefettura di Rieti, la prima edizione del concorso nazionale di scrittura teatrale "Il Canto di Melpomene", organizzato dall'associazione culturale reatina Polymnia, con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Rieti, rivolto agli studenti del triennio dei Licei e delle scuole superiori dei Licei e delle scuole superiori d'Italia.

Per il Liceo classico V. Alfieri di Asti ha partecipato lo studente della classe 5A Filippo Lazzarato, un veterano del Laboratorio di teatro classico nonché appassionato di drammaturgia al punto da volerne fare la professione futura.

Filippo ha inviato il suo elaborato dal titolo Mistika, in cui l’autore, il commediografo ateniese Aristofane, scrive questo testo come critica del suo tempo, in cui la Guerra del Peloponneso si protraeva senza successi da troppi anni ormai e la fonte principale che lo Stato usava per formare le masse, il teatro, era decaduto dal momento che i tre poeti più celebri e più acclamati dal pubblico (i tragici Eschilo, Sofocle ed Euripide) erano defunti. La storia allora vede Dioniso, il dio greco dell’ebrezza e del teatro, che con un servitore compie un viaggio catartico, quasi dantesco, nell’Inferno, al fine di recuperare l’anima di uno dei tre tragediografi, perché ricominci a scrivere e il popolo non instupidisca.

Ecco come Filippo spiega la genesi del suo elaborato: ≪L'esperienza teatrale mi ha subito appassionato, sin dal secondo anno del Liceo, motivo per cui, per diletto, ho deciso di scrivere autonomamente una rivisitazione della commedia di Aristofane Le rane≫. Lo studente motiva anche il titolo della sua opera: ≪Nella mia versione, i personaggi non recitano la loro parte con un unico tipo di accezione comica che li accomuna. Le rane è a tutti gli effetti una piccola epica farsesca, dunque un'avventura che può far emozionare e divertire il pubblico con momenti alquanto "bassi" e altri più introspettivi e seri. Per restituire allora il messaggio di Aristofane, ho scelto di intitolare il copione Mystika, cioè "Le cose mistiche", tema onnipresente, in quanto la maggior parte della storia è ambientata nell'aldilà, e ho preferito usare una parola greca al neutro plurale non tradotta come richiamo a quella greca Διονυσιακά, titolo del poema epico del V secolo d.C. di Nonno di Panopoli, che condivide con Le rane il personaggio principale≫.


Filippo ha iniziato la stesura di un primo soggetto con la lettura della commedia in più traduzioni, in particolare in una realizzata da Vittorio Alfieri, grazie alla quale, specialmente nelle scene V e VI, il lessico dei personaggi si fa più austero.

Con il suo testo Filippo si è aggiudicato una menzione speciale ≪per la ricerca filologica e per la ricchezza dei riferimenti culturali, coniugati ad aspetti di modernità, che danno pregio all’impalcatura del testo teatrale≫.

Complimenti a Filippo e in bocca al lupo per il suo futuro!

a cura della prof.ssa Cinzia Zenzon


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