venerdì 16 gennaio 2026

Giornata della memoria 2026 al Liceo Classico

Giornata della Memoria al Liceo classico di Asti: pomeriggio di lunedì 12, biblioteca del classico cittadino, il prof. Bruno Maida, davanti ad un folto pubblico di studenti, di docenti e di Astigiani, ha affrontato il tema della Deportazione, dei campi di concentramento, focalizzando l’attenzione sui bambini, sui piccoli, su come hanno vissuto quei tempi e quei luoghi. Attraverso storie di famiglie, di ragazzi, il racconto ha colpito i presenti, poiché gli eventi venivano trasmessi attraverso gli occhi, le voci, le sensibilità dei piccoli. Bambini che si sono salvati perché nascosti, camuffati, con nomi diversi, bambini – il prof. Maida ne stima il numero di 900 in Italia – che non sono sopravvissuti, perché presi nell’universo concentrazionario. Storie di vita commoventi e atroci, anche perché riguardanti i piccoli e il loro mondo: bambini esclusi, violati, messi da parte, evitati, segnati a dito… Un incontro di alto livello formativo, tutto da seguire, perché la Storia passa anche attraverso i piccoli. Un sentito ringraziamento al prof. Bruno Maida.


a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

giovedì 8 gennaio 2026

L'eccidio di Gaza in due film proiettati per gli studenti del Liceo Classico

 The voice of Hind Rajab vs I bambini di Gaza

Giovedì 8 gennaio 2025, al rientro dalla pausa natalizia, come di consueto ormai da tre anni, tutte le classi del Liceo classico hanno preso parte alla proiezione di due film: The voice of Hind Rajab presso la Sala Lumière per il triennio e le seconde, I bambini di Gaza presso l’Aula magna dell’Istituto Alfieri per le classi prime.

Il tema scelto quest’anno, vista la pressante attualità, è la disperata situazione in cui da sempre vivono i bambini di Gaza attraverso due film molto recenti, il primo di Kaouther Ben Hania del 2025 e il secondo di Loris Lai del 2024.

I due film hanno toccato molto i ragazzi: soprattutto le classi più grandi si sono commosse alla visione del film della regista tunisina Kaouther Ben Hania: il 29 gennaio 2024 gli operatori del centralino del braccio palestinese della Mezzaluna Rossa a Ramallah ricevono la telefonata di Liyan Hamada, una quindicenne di Gaza intrappolata in macchina assieme alla cuginetta Hind Rajab dopo che un carro armato israeliano ha sparato al veicolo, uccidendone i genitori e i tre fratelli. Quando anche Liyan viene uccisa, è Hind, una bambina di cinque anni, a prenderne il posto al telefono, ferita alla schiena e alle gambe. Per le successive tre ore, gli operatori restano in contatto telefonico con lei, mentre un'ambulanza della Mezzaluna attraversa la zona assediata dall'esercito israeliano per soccorrerla, invano, perché la stessa ambulanza sarà crivellata di colpi.


Il film dura ‘solo’ 90 minuti, in lingua originale con sottotitoli in italiano, ma è l’ora e mezza più lunga di sempre: alla fine della proiezione in sala è tutto un singhiozzo, l’emozione è palpabile e ha inizio il dibattito. I primi interventi, dopo l’introduzione del prof. Roberto Gatti, sono stati di carattere tecnico, con apprezzamenti per la regia e le scelte narrative, ma a poco a poco, spronati dalle prof.sse Mariarosa Poggio e Maria Chiara Martinatto Maritano, gli studenti si sono aperti dichiarando la loro avversione alla guerra su ogni fronte e condannando ogni forma di violenza che venga da Israele o dai Palestinesi. 


Più timidi gli studenti delle classi prime che, alla domanda del prof. Carlo Bavastro se a loro fosse piaciuto il film appena proiettato, hanno inizialmente risposto di no, per poi motivare cosa del film non era piaciuto.


I bambini di Gaza racconta la storia di due ragazzini, uno palestinese e l'altro israeliano, che stringono un'improbabile amicizia a causa della loro comune passione per il surf durante la guerra nella Striscia di Gaza e la seconda intifada nel 2003. Una tematica di fraternità, un inno all’amicizia che qualcuno ha ritenuto poco credibile.

La sorpresa è sempre, anche nei ragazzi più piccoli, la volontà di esporsi, di dire la propria opinione senza schermi, anche se magari fuori dal coro: così sono nati i due dibattiti che hanno reso la giornata un momento di riflessione matura per studenti e docenti.



a cura della prof.ssa Cinzia Zenzon


lunedì 15 dicembre 2025

La IIA incontra l'opera Paolo Conte

Il liceo Classico in visita a palazzo Mazzetti per Paolo Conte: mattina di mercoledì 10, la classe Seconda A con la docente prof.ssa Poggio ha seguito con vivo interesse il percorso di visita alla mostra sulle pitture di Paolo Conte. Un incontro speciale, vivo, colorato con la Parigi degli anni ’20, con Razmataz, con la regina nera, con il violoncellista il cui strumento aveva una sola corda… Tante suggestioni, corpi di donne, ballerini, suoni, colori, immagini. Un Paolo Conte non consueto per dei giovani ginnasiali, aperti alle novità. Si ringraziano l’Autore e la gentile guida della mostra.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

giovedì 11 dicembre 2025

Ottavio Coffano: arte e propaganda

Arte e propaganda al liceo Classico: mercoledì 10, pomeriggio, biblioteca del liceo, relatore d’eccezione Ottavio Coffano, per parlare di arte a tutto tondo, di bellezza, di arte che veicola anche comunicazione e propaganda. Attraverso immagini dal Rococò, alla Zattera di Medusa, alle leziose immagini del ‘700, per arrivare al palazzo della Cancelleria del Terzo Reich… Da Umberto Eco le suggestioni di semiologia, ai concetti di comunicazione, linguaggi, informazione. Una notevole lezione di… bellezza. Si ringrazia l’ottimo e prezioso Ottavio Coffano.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

mercoledì 10 dicembre 2025

LEZIONE DI MUSICA AL LICEO CLASSICO

 L'ex allievo Riccardo Glinac tiene una lezione su Verdi e Shakespeare

Gli ex allievi ritornano... Mercoledì 10 dicembre 2025 la classe 4C del Liceo classico ha ospitato un ex allievo, Riccardo Glinac, diplomato in conservatorio e iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ospite della prof.ssa Elena Vergnasco, per tenere una lezione sul Macbeth di Giuseppe Verdi confrontato con l'omonima opera di William Shakespeare.

Un incontro ricco di spunti interessanti in cui sono state analizzate tematiche significative quali la ricorrenza del numero 3, l'analisi della psiche dei personaggi, la figura controversa di Lady Macbeth, la tematica dell'ambizione e della colpa.


Con un tono pacato ma coinvolgente da cui traspare tutta la sua passione per la musica e la letteratura, Riccardo ha saputo catturare l'attenzione degli studenti della 4C.

Per il prossimo anno le docenti Elena Vergnasco e Roberta Garbarino pensano ad un coinvolgimento di tutte le quarte.

Grazie per il prezioso contributo!

a cura della prof.ssa Elena Vergnasco

domenica 23 novembre 2025

23 novembre 2025: cerimonia finale del Premio Asti d'appello

 Virdimura di Simona Lo Iacono, romanzo vincitore del Premio Asti d’appello 2025



Domenica 23 novembre 2025 si è svolta nella caratteristica cornice del Teatro Alfieri di Asti la cerimonia finale della diciassettesima edizione del Premio Asti d'appello cui ha partecipato una rappresentanza di studenti del Liceo Classico, accompagnati dalla professoressa Cinzia Zenzon: Beatrice Bruzzone, Cecilia Canavero Dragotta, Sofia Oropallo della classe 2A e Filippo Lazzarato della classe 5A.





La serata, presentata da Chiara Buratti con la partecipazione di Roberta Bellesini, si è, come di consueto, strutturata in due parti: nella prima, dopo i saluti istituzionali del sindaco della città di Asti Maurizio Rasero e del Presidente del Premio Asti d'appello Stefano Bertone, gli otto finalisti hanno perorato la causa del loro romanzo con una arringa di cinque minuti ciascuno di fronte ad una giuria togata costituita da avvocati, notai e magistrati; nella seconda parte il pubblico ha potuto assistere ad un tributo musicale al cantautore Fabrizio De André a cura dell’Elixir Ensemble. A conclusione della cerimonia sono stati assegnati i premi della giuria giovanile, della giuria togata e della giuria popolare.

I romanzi finalisti del Premio si sono distinti particolarmente per l'originalità, la ‘bella scrittura’, la capacità di avvincere il lettore, anche quello più esigente come gli studenti. Marco Balzano è autore del romanzo Bambino, ambientato durante la Seconda guerra mondiale e avente per protagonista Mattia Gregori, un adolescente in conflitto con il padre, pronto a stare sempre dalla parte del più forte che, paradossalmente, è sempre quella sbagliata. Anja Boato, la più giovane tra i finalisti, ha scritto Madama Matrioska, un romanzo il cui titolo allude significativamente all'originale struttura entro cui si incastrano le storie, una dentro l'altra, e le figure che si influenzano reciprocamente raccontando la fragilità e il bisogno di aiuto; La montagna nel lago di Jacopo De Michelis è invece un corposo giallo dal finale sorprendente, la ricerca che Pietro Rota inizia per scagionare il padre dall’accusa di omicidio e che lo porta a scoprire il passato torbido proprio di colui cui doveva fornire aiuto, trovando un legame tra presente e passato. Luisa di Paola Jacobbi racconta la biografia di una grande imprenditrice italiana del ‘900, Luisa Spagnoli, la creatrice del Bacio Perugina, mentre in Virdimura Simona Lo Iacono si dedica alla biografia di una donna ebrea medico vissuta nel '300, in lotta contro i pregiudizi del suo secolo e della sua terra, la Sicilia, per affermare il diritto delle donne a praticare la professione medica. 


Ancora Michele Ruol ci sorprende con l’ Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, un romanzo breve ma intenso che racconta il dramma di una coppia - Padre e Madre - che ha perso i propri figli, rendendo universale il dolore proprio non attribuendo un nome ai suoi personaggi. Fabio Stassi in Bebelplatz affronta invece, in un racconto ricco di documentazione storica, il rogo dei libri ‘degenerati’ nella Germania nazista nel maggio 1933, mentre Nicoletta Verna ne I giorni di Vetro narra la vicenda di due donne diverse, Redenta, una ragazza comune, e Iris, che ha scelto di combattere con i partigiani, ma accomunate dall'aver vissuto il dramma della Seconda guerra mondiale e la violenza da parte degli uomini.



Emozionante l'esibizione del quartetto d’archi, due violini, viola e violoncello, che hanno magistralmente interpretato alcune delle più note canzoni di Fabrizio De André, il poeta degli ultimi, tra cui Bocca di rosa, Dolcenera, Don Raffaé e Via del Campo.






Il romanzo vincitore del Premio Asti d'appello 2025, cui spetta un assegno di 10.000 euro, è Virdimura di Simona Lo Iacono.

Il romanzo più votato dalla giuria giovani, assegnato dal Rotary club, è Bambino di Marco Balzano.

A guadagnarsi il premio Aurora Pen della giuria popolare è stato invece Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia.

Il premio Zonta club, un assegno di 1.000 euro, destinato alla scrittrice più votata dalla giuria popolare, è stato assegnato a Nicoletta Verna con I giorni di Vetro.

 

Complimenti a tutti e arrivederci al 2026!

A cura della prof.ssa Cinzia Zenzon



martedì 18 novembre 2025

Incontro con i giornalisti per la finale di Asti d'appello 2025

 Gli studenti del Liceo Classico manifestano le loro preferenze

Lunedì 17 novembre 2025, come di consueto da ormai diciassette anni, la giuria composta dagli studenti delle scuole secondarie superiori di Asti è stata chiamata, dopo aver votato il libro preferito, a partecipare ad un incontro con i giornalisti per motivare le scelte dei romanzi preferiti in una piacevole chiacchierata in cui ad uno ad uno sono stati passati in rassegna tutti i romanzi finalisti al Premio Asti d'appello 2025.




A partecipare all'incontro, accompagnati dalla prof.ssa Cinzia Zenzon, per il Liceo Classico è stata una rappresentanza dei lettori costituita da Beatrice Bruzzone (2A) e Filippo Lazzarato (5A). Intervistati dal giornalista Carlo Francesco Conti, i nostri studenti hanno cercato di convincere gli altri partecipanti con una recensione della durata massima di cinque minuti.

Beatrice Bruzzone ha espresso la sua preferenza per il giallo La montagna del lago Di Jacopo de Michelis, un romanzo che ha saputo sorprenderla, nonostante la mole e la lentezza inziale della scrittura, escogitando un finale del tutto sorprendente che l'ha tenuta avvinta per l'intera lettura.

Filippo Lazzarato ha invece preferito Bebelplatz di Fabio Sassi, non un romanzo tradizionale, ma un racconto che percorre la storia dei roghi dei libri dalla Germania nazista alla Russia di Putin individuando cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, il cantore della libertà rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e inguaribile utopista; Emilio Salgari, antimperialista amato in Sudamerica; Ignazio Silone, antifascista radicale, e Maria Volpi, unica donna della lista, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile.




Un altro testo che ha lasciato tracia nei nostri studenti per l'originalità della narrazione è Madama Matrioska della scrittrice ventisettenne (la più giovane in gara) di Anja Boato, un romanzo in cui ogni capitolo ha per protagonista un personaggio citato marginalmente nel capitolo precedente in un intreccio che nel finale si chiude rispetto all'inizio creando un anello originalissimo, scritto in un linguaggio accattivante.

Tra i romanzi finalisti degni di essere citati anche I giorni di Vetro di Nicoletta Verna, un libro molto avvincente ambientato durante la Seconda guerra mondiale e avente per protagoniste due donne, Redenta e Iris che si troveranno a condividere un destino di sottomissione a uomini perversi e crudeli, unite dalla solidarietà tra esseri che si scoprono simili, accomunati dalla sofferenza e dal coraggio.



Per scoprire chi sarà il vincitore della diciassettesima edizione del premio Asti d'appello non ci resta che attendere la cerimonia finale prevista per domenica 23 novembre 2025, quando, presso il Teatro Alfieri Chiara Buratti e Roberta Bellesini condurranno la finale che prevede anche l'intrattenimento da parte dell'Elixir Ensemble con un tributo a Fabrizio De André. chissà che i romanzi che hanno colpito i nostri ragazzi possano essere i prescelti dalla giuria dei togati.

a cura della prof.ssa Cinzia Zenzon