mercoledì 5 marzo 2025

ECCELLENZE AL LICEO CLASSICO "V. ALFIERI"

 

STUDENTE DEL LICEO CLASSICO “V. ALFIERI” SECONDO CLASSIFICATO AL CERTAMEN AUGUSTEUM



Nella giornata di mercoledì 26 febbraio 2025 sei studenti del Liceo Classico frequentanti le classi 4A e 4C, accompagnati dal prof. Andrea Varaldo, si sono recati a Torino presso la Cavallerizza Reale ad assistere ad un ciclo di conferenze dal titolo Una Roma, tante Rome: tra fondazione rifondazioni, al termine delle quali è avvenuta la premiazione degli studenti vincitori del Certamen Augusteum Taurinense cui essi avevano partecipato solo una settimana prima cimentandosi in una prova online consistente in una traduzione dal latino.

A Mattia Rebuffo, frequentante la classe 4C, va il lustro di una menzione al merito e del secondo posto al Certamen Augusteum Taurinense; al Liceo Classico “V. Alfieri” di Asti, alla Dirigente Maria Stella Perrone e agli insegnanti tutti l’orgoglio di annoverarlo tra gli studenti che non dimenticheranno. Il concorso, indetto dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e giunto alla sua XIV edizione, si rivolge alla valorizzazione delle eccellenze degli allievi del quarto e del quinto anno dei licei di tutta Italia appassionati di lingua e di cultura greca e latina, ed è proprio nella sezione dedicata alla prova di traduzione e commento dal latino che Mattia, il 19 febbraio 2025, ha ottenuto questo brillante risultato, confrontandosi con un testo tratto da De vita Caesarum di Svetonio. Ad accrescere lustro e orgoglio contribuisce la giovane età di Rebuffo, se posta in relazione a quella della maggioranza degli altri circa quaranta partecipanti, poiché frequenta, e per fortuna, solo il quarto anno del nostro Liceo Classico.



Giulia Bolla Ratti e Manuela Gentile della classe 4C, Riccardo Marchetti, Lorenzo Morosino e Filippo Lazzarato della classe 4A hanno con ammirevole entusiasmo partecipato alla stessa sezione dello stesso concorso che prevedeva anche una sezione di traduzione dal greco e una dedicata all’analisi e all’argomentazione in italiano di documenti di civiltà greca e latina.

Gli studenti del Liceo Classico hanno potuto assistere, nella giornata del 26 febbraio, tra gli altri, agli interventi del prof. Fabio Gasti e del prof. Alessandro Barbero che li hanno proiettati in uno studio più analitico della storia e della letteratura romane: un modo per orientare i nostri studenti verso le loro scelte future, per farli sentire capaci di confrontarsi con studiosi di fama nazionale e internazionale e di motivarli ad approfondire gli studi storico-letterari.

A cura del prof. Andrea Varaldo

venerdì 28 febbraio 2025

Nicoletta Fasano alla biblioteca del Liceo Classico

Nicoletta Fasano alla biblioteca del liceo classico “Vittorio Alfieri” per parlare di “Architettura, urbanistica e propaganda: il caso della città di Asti. Propaganda e pianificazione del consenso nel totalitarismo del XX secolo” Davanti ad un pubblico ormai affezionato di studenti, di docenti e di Astigiani, la dott.ssa Fasano, con l’ausilio di immagini, ha trattato dell’architettura del Ventennio ad Asti, con dovizia di particolari relativi agli architetti, alle inaugurazioni, al discorso della memoria o, poi nel dibattito a seguire, della “cancel culture”, tanto diffusa negli USA. I giovani devono sapere, conoscere i monumenti, gli edifici della loro città, ci passano sotto, li vedono parte del tessuto urbano, quindi, è necessario che siano informati su che cosa hanno rappresentato per una piccola città, che diventava provincia. Curiosità, interventi da parte del pubblico, incursioni anche nella Asti del boom economico di costruzioni civili e pubbliche degli anni ’60 e ’70 del Novecento. Si ringrazia Nicoletta Fasano per l’interessante e formativo contributo.

A cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

martedì 18 febbraio 2025

Giornata del ricordo al Liceo classico

Al liceo classico si parla di foibe: venerdì 14, biblioteca del liceo cittadino, pomeriggio, incontro con il prof. Gianni Oliva per ascoltare in merito al dramma delle foibe, dei profughi giuliani, perché i giovani studenti devono sapere, conoscere e riflettere. Ascoltare Gianni Oliva, amico di Asti e degli Astigiani, è sempre un gradito piacere per la mente e per il cuore, perché con le sue parole, i suoi racconti, sa emozionare e concilia interesse e attenzione. La Storia di Gianni Oliva è vivace, interessante, profonda, documentata, si serve di citazioni, documenti, in un susseguirsi di date e di concetti sempre di alto valore formativo. Il dramma delle foibe, la Giornata del Ricordo, devono essere proposti ai giovani, perché è Storia che ci riguarda tutti, che tocca profondamente il nostro Paese. Buona presenza di studenti e di Astigiani. Un sentito ringraziamento a Gianni Oliva.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

sabato 8 febbraio 2025

La classe di giornalismo del liceo classico in Rai a Torino per una lezione

La classe di giornalismo del liceo classico in Rai a Torino per una lezione. Venerdì 7 mattina, visita al Museo Rai di via Verdi, 16 a Torino: la sig.ra Rolando, meravigliosa guida esperta di radio, televisione, curiosità radiotelevisive, ha accolto i docenti M. Poggio e C. De Rubeis, i ragazzi della classe di giornalismo del triennio liceale, con professionalità e simpatia; una lezione di vero giornalismo televisivo, a seguire, con Camilla Nata, amica di Asti e degli Astigiani, professionista della notizia e appassionata paliofila. Come si confeziona un tg, il tg regionale, come si effettuano i reportage, la scaletta, le linee, il lancio, tutta la terminologia giornalistica televisiva. Una mattinata in Rai per capire, anche per orientarsi nel mondo del lavoro del post diploma e del post laurea. Il giornalismo televisivo regionale e non: un mondo tutto da scoprire ed apprezzare. Un sentito ringraziamento a Giorgio Gianuzzi per il gentile interessamento.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

lunedì 27 gennaio 2025

Giornata della memoria al Classico

Giornata della Memoria al classico: incontro con Giovanni Cerutti, che ha presentato il suo” L’allenatore ad Auschwitz”, volumetto sulla figura di Arpad Weisz, allenatore ungherese, morto a causa della deportazione in lager. Lunedì 20 c.m. nell’ambito delle conferenze del lunedì nella biblioteca del classico cittadino, studenti, docenti, Astigiani desiderosi di conoscere il testo hanno potuto ascoltare la godibilissima disamina del prof. Cerutti, che non solo ha parlato di ebrei, di deportazione, ma anche di calcio, di quel calcio sublime fatto di strategia proposto dall’allenatore Weisz negli anni ’30 del Novecento. Il gioco del calcio come vetrina del regime, anche con personaggi come l’allenatore citato nel libro, che fanno il loro dovere nel migliore dei modi, che vivono di sport, ma che sono ebrei e quindi, dopo le Leggi razziali del 1938, allontanati e perseguitati. Una storia viva, intensa, la vita di Arpad Weisz, interrotta dalla mano crudele della Storia. Buona partecipazione di pubblico. Si ringrazia il professore per le emozioni suscitate, per gli stimoli offerti, per il ricordo di un grande personaggio del calcio, purtroppo dimenticato.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

mercoledì 22 gennaio 2025

Le classi prime del Liceo Classico al Museo Egizio di Torino

Museo Egizio per le classi Prime del Liceo classico: non solo greco, latino, matematica, ma anche geroglifici egiziani per le classi Prime… Poter decifrare alcune piccole strisce di ieratico egiziano, ammirare le favolose maschere funerarie, i sarcofagi, le mummie, comprendere ciò che scrisse Erodoto dell’antico Egitto, visto con gli occhi di un Greco. Un pomeriggio all’interno di uno splendido museo, per arricchire occhi e mente.

a cura della prof.ssa Mariarosa Poggio

giovedì 9 gennaio 2025

Il ragazzo dai pantaloni rosa “incontra” il Liceo classico “V. Alfieri” di Asti

 

Al Cinema Lumière la proiezione del film anima il dialogo tra docenti e studenti


Per il Liceo Classico “V. Alfieri” di Asti la ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie, come nel 2024, è stata all’insegna del cinema e dell’inclusione: allora fu scelto Io capitano (Italia, 2023), sulle drammatiche condizioni dei migranti dall’Africa, mentre l’8 gennaio scorso, presso il Cinema Lumière, è stato proiettato Il ragazzo dai pantaloni rosa (Italia, 2024), ispirato alla vicenda del quindicenne Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse  la vita per gli insostenibili atti di bullismo e cyberbullismo omofobo cui fu sottoposto, a scuola, da parte di alcuni suoi compagni. Ad assistere alla proiezione docenti, allievi e allieve di tutte le classi del Liceo.

A un’ora e cinquanta minuti di fotogrammi struggenti, in cui la voce fuoricampo del protagonista, post mortem, racconta la propria tragica esperienza di fragile adolescente bullizzato, sì anche fisicamente, ma soprattutto psicologicamente, a causa degli hate speech postati da codardi e crudeli “leoni da tastiera” sul suo profilo Facebook, è seguito un dibattito di quasi due ore, nel corso del quale studenti e studentesse si sono confrontati sulle più importanti tematiche che il film solleva: bullismo, cyberbullismo, le criticità dell’adolescenza, il rapporto con la famiglia, i coetanei, la scuola e la società in genere.



Nelle loro riflessioni, spesso vere e proprie confessioni di esperienze personali, il monito perché la scuola, come istituzione, non sia semplicemente un luogo, pur legittimo, di sapere, ma diventi anche uno spazio di crescita, individuale e collettiva, in cui il rispetto, il dialogo, il confronto e l’empatia siano gli ingredienti con cui contribuire al benessere e alla costruzione di una società più inclusiva e meno indifferente.

In particolare, tra tanti, due sono stati gli inviti più insistenti. Il primo è che la scuola formi all’esame di coscienza individuale, in modo da evitare che l’etichetta di bullo sia sempre applicata agli altri, quando invece ognuno di noi, anche involontariamente, con una semplice parola può aprire ferite insanabili nell’altro. Il secondo che chi è vittima di bullismo non si chiuda in se stesso o in se stessa, ma trovi la forza per rompere la barriera del silenzio, aprendosi ai compagni e alle compagne di classe, al corpo docente, ad amici e amiche e alla famiglia, nella consapevolezza che sia sempre indispensabile un sostegno da parte degli altri, anche di tipo psicologico, che è doveroso, per le istituzioni scolastiche, garantire.



In una sala cinematografica trasformata in una sorta di circle time anche i docenti e le docenti hanno preso la parola, in particolare sottolineando il compito formativo che la scuola deve avere e invitando studenti e studentesse a non cadere nel tranello, tipicamente adolescenziale, di vedere nelle famiglie il “nemico”: non c’è difficoltà, neppure la più insormontabile, che non possa essere condivisa in modo da non finire in una spirale di solitudine che spesso può portare anche a gesti estremi.

Se manzonianamente si volesse trarre il “sugo della storia” da questa iniziativa, la scuola, da un lato, in collaborazione con le famiglie e le altre istituzioni, non può esimersi dalla propria responsabilità formativa, unico strumento per una vera rivoluzione copernicana nella lotta al bullismo e al cyberbullismo, e le nuove generazioni, dall’altro, devono essere ascoltate e coinvolte nei processi formativi per un’educazione realmente integrale.

Un grazie, quindi, ai nostri studenti e alle nostre studentesse per la lezione che con le loro testimonianze ci hanno impartito, proprio come Teresa Manes, la mamma di Andrea, che dal 2012 si è data la missione di trasformare la sua tragedia in tanti semi di speranza per gli adolescenti.

a cura del prof. Carlo Bavastro